Almeno 1.000 persone sono morte in una frana che ha distrutto un villaggio nella zona dei Monti Marra, nel Sudan occidentale, lasciando un solo sopravvissuto, ha dichiarato lunedì il Movimento/Esercito di Liberazione del Sudan.

La frana si è verificata il 31 agosto, dopo giorni di forti piogge, ha affermato il gruppo guidato da Abdelwahid Mohamed Nour in una nota. Il movimento, che controlla l’area situata nella regione del Darfur, ha fatto appello alle Nazioni Unite e alle agenzie umanitarie internazionali affinché aiutino a recuperare i corpi delle vittime, tra cui uomini, donne e bambini. Il gruppo ribelle ha detto che la frana è avvenuta domenica in seguito alle forti piogge che hanno colpito la zona.

Molte persone che vivevano nel Darfur del nord si erano rifugiate proprio in questa zona per sfuggire ai violenti scontri tra l’esercito del Sudan e il gruppo paramilitare delle Rapid Support Forces (RSF), che da oltre due anni si combattono in una sanguinosa guerra civile. Secondo l’ONU in Sudan è in corso una delle peggiori crisi umanitarie del Ventunesimo secolo, con 12 milioni di sfollati su una popolazione di 50 milioni di persone e almeno 150mila morti. Il Darfur è sostanzialmente inaccessibile alle organizzazioni umanitarie a causa dei combattimenti.

La regione è controllata quasi interamente dalle RSF, che a fine luglio hanno annunciato la formazione di un governo alternativo, in contrapposizione al governo ufficiale. A marzo di quest’anno avevano inoltre perso il controllo della capitale Khartum, spostandosi verso ovest. Il MLS è rimasto finora sostanzialmente fuori dai combattimenti, ma controlla la zona più alta delle montagne Marra.