Il presidente cinese Xi Jinping, Vladimir Putin e il nordcoreano Kim Jong Un hanno preso parte, insieme a un’altra ventina di capi di Stato, a una gigantesca parata militare, svoltasi a Pechino. La manifestazione ha commemorato l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e dell’occupazione giapponese della Cina.

I tre leader si sono incamminati insieme lungo il tappeto rosso, guidando gli altri verso piazza Tienanmen. La scelta, naturalmente, non è stata casuale: Putin, Kim Jong Un e Xi Jinping si sono riuniti e si sono mostrati affiatati e complici in un momento storico in cui i rapporti con l’Occidente sono sempre più instabili. All’evento, d’altronde, non era presente nessun rappresentante europeo, statunitense e, in generale, appartenente a Paesi occidentali. L’unica eccezione è stato il primo ministro slovacco Robert Fico, alleato della Russia all’interno dell’Unione Europea.

Parata militare a Pechino, assente Donald Trump (che non l’ha presa benissimo)

Vladimir Putin, Xi Jinping e Kim Jong Un alla parata militare organizzata dalla Cina

Il presidente cinese, in piedi sulla sua automobile decappottabile, ha passato in rassegna le truppe, per poi tenere un discorso alla nazione. Per Xi Jinping, «l’umanità si trova ancora una volta di fronte alla scelta tra la pace e la guerra, tra il dialogo e lo scontro». Proprio per questo, ha dichiarato, deve impedire nuove «tragedie storiche», come l’occupazione giapponese del secolo scorso.

Non ha, tuttavia, fatto nessun riferimento esplicito alle relazioni traballanti con gli Stati Uniti o a questioni scottanti, come la situazione di Taiwan o i dazi doganali imposti oltreoceano. In ogni caso, Donald Trump non sembra aver preso benissimo l’esclusione dalla parata. Su Truth, il presidente americano ha augurato alla Cina «una splendida giornata di festa», per poi aggiungere: «Per favore, portate i miei più calorosi saluti a Vladimir Putin e a Kim Jong Un mentre cospirate contro gli Stati Uniti d’America».

Federica Checchia