Le falene di Ursula è il primo libro – edito Rebelle Edizioni – dell’autrice Alessia Amati nota anche sui social come @Letture_in_Salotto. Uno spazio confortevole e magico per chiunque ami le atmosfere witchy e cottagecore, ma anche per chi non rinuncia a sorseggiare un tè in pieno stile Downton Abbey non disdegnando brughiere incantate e foreste stregate.

Alessia Amati, intervista all’autrice del libro ”Le falene di Ursula”

Alessia Amati
Illustrazione interni ”Le Falene di Ursula”, Rebelle Edizioni

M.M: Il tuo spazio digitale su Instagram, @Letture_in_salotto, è fra i più interessanti e cozy che si possano trovare sui social. Ma da dove nasce la tua passione verso il fantasy e l’universo witchy e cottagecore?

Alessia Amati: Letture in Salotto nasce insieme ad una delle mie amiche del cuore, Sofia Mazzanti, e dal nostro desiderio di creare uno spazio dove condividere le chiacchiere “librose” che ci accompagnavano già giorno per giorno sia di persona che nella nostra chat Whatsapp. Se prima ci alternavamo nella gestione della pagina e delle pubblicazioni, è con l’attività di autrice di Sofia iniziata nel 2022 che ho cominciato ad occuparmi da sola del profilo, dandogli in questo modo, un po’ la mia impronta. È stato un crescendo fino ad oggi, dove spero di aver trovato il modo di comunicare che più mi rispecchia e che è più attinente a tutto ciò che amo. Fin da piccola sono sempre stata attratta e affascinata da tutto ciò che ora definiamo come witchy e spooky: racconti di fantasmi, vampiri, streghe e dimore infestate erano il mio pane quotidiano. Con l’adolescenza ho iniziato a leggere i grandi classici del genere, soprattutto inglesi, andando così a formare uno dei pilastri portanti della mia vita da lettrice. L’anima cottagecore, invece, è sbocciata più di recente. Negli ultimi cinque anni, infatti, i miei viaggi mi hanno portata spesso nella campagna inglese, dove ho potuto riempirmi gli occhi (e il cuore) di giardini rigogliosi, distese verdi punteggiate di pecore, e brughiere color lavanda mosse dal vento del nord. In quei paesaggi ho avvertito un senso di appartenenza profondo: forse è per questo che sento il bisogno di ritrovarli, ancora e ancora, tra le pagine dei libri che scelgo.

M.M: ‘’Le Falene di Ursula’’ è il primo libro che hai scritto, edito Rebelle Edizioni. Come hai avuto l’idea di trattare la storia di Madre Shipton,  figura leggendaria e profetessa inglese, e quanto tempo e ricerca c’è stata dietro la stesura del romanzo?

Alessia Amati: Avete presente quelle scene da film in cui il protagonista si sveglia nel cuore della notte con l’Idea? Ecco, è quel che mi è successo. In quel periodo stavo lavorando alla sinossi di un romanzo sempre in stile witchy, ambientato nella campagna dello Yorkshire ma in epoca Regency. Durante una delle mie ricerche su figure storiche legate alla stregoneria inglese, mi sono imbattuta in un nome che ha subito catturato la mia attenzione: Ursula Sontheil. Mi ha colpita subito, forse perché siamo abituati ad associare il nome “Ursula” a una strega del mare (grazie, Disney), mentre questa Ursula era una strega dei boschi. Non a caso, il suo nome significa “piccola orsa”. Dopo aver letto tutta la sua leggenda, ho deciso che sarebbe diventata l’antenata delle mie protagoniste. Ma torniamo a quella notte. Mi sono svegliata di colpo con un pensiero fisso: voglio scrivere la sua storia.

Così ho messo da parte la sinossi quasi ultimata e ne ho scritta d’impulso un’altra, completamente diversa. Le parole sono venute da sole, come se fossero già lì ad aspettarmi. Ancora oggi, se ci ripenso, mi sembra sia stata vera e propria magia. Dopo aver definito tutti gli aspetti progettuali – scaletta, timeline, stile, tono, struttura narrativa, fonti – ho iniziato a lavorare a stretto contatto con la mia editor, che mi ha accompagnata passo dopo passo, capitolo dopo capitolo. A metà stesura, ho deciso di visitare i luoghi legati a Ursula: la sua caverna, la foresta, la statua a lei dedicata. Lì, tra quegli alberi e quelle pietre, ho lasciato in custodia i miei sogni e le mie speranze. Esattamente un anno dopo la prima parola scritta, tenevo tra le mani la prima copia stampata del libro.

Le falene di Ursula, La collaborazione con Ilaria D’Angelo (@larteecaffe) e il rispetto per la natura

M.M: La natura è un elemento fondamentale nel corso del libro dove querce, alberi e foreste incantate sono predominanti all’interno della narrazione. Il lettore è accompagnato nel mondo magico di Ursula, oltre che dalla lettura, anche dalle illustrazioni di Ilaria D’Angelo, @larteecaffe. Questa collaborazione come è nata?

Alessia Amati: Con “Le falene di Ursula”, nella sua semplicità, ho cercato di veicolare ciò che più mi sta a cuore e che in qualche modo vedo come pilastri portanti della mia persona: il rispetto per la natura, la gratitudine per gli affetti e per la forza che ci infondono, la resilienza anche quando accade la cosa peggiore che possiamo immaginare. Spero che la storia di Ursula possa ricordarvi tutto questo. E, magari, farvi sentire un po’ meno soli quando ne avrete più bisogno.

M.M: Nel corso della storia, nonostante gli ostacoli, quello che traspare dalla figura della protagonista è il coraggio di mettersi in gioco, nonostante il dolore; un particolare che diventa anche balsamo di speranza per i lettori che si accingono a immergersi nelle atmosfere magiche del libro. C’è un messaggio preciso che ti aspetti venga colto da chi legge ‘’Le falene di Ursula’’?

Alessia Amati: Con “Le falene di Ursula”, nella sua semplicità, ho cercato di veicolare ciò che più mi sta a cuore e che in qualche modo vedo come pilastri portanti della mia persona: il rispetto per la natura, la gratitudine per gli affetti e per la forza che ci infondono, la resilienza anche quando accade la cosa peggiore che possiamo immaginare. Spero che la storia di Ursula possa ricordarvi tutto questo. E, magari, farvi sentire un po’ meno soli quando ne avrete più bisogno.

Alessia Amati, il personaggio di Ursula e il legame dell’autrice con la natura

M.M: Nel libro si parla di pregiudizi ma anche del tema dell’accettazione dove Ursula, seppur da poche e scelte persone, viene vista per quello che è. Da questo punto di vista la protagonista entra in una dimensione attuale: l’importanza di preservare la propria diversità come unicità e l’importanza della scelta come atto di consapevolezza nei legami e con sé stessi. Per creare la struttura psichica di Ursula e tutta la psicologia del suo personaggio hai attinto a esperienze personali o ti sei ispirata a qualcuno nello specifico?

Alessia Amati: Che meravigliosa domanda, grazie di cuore per averla posta. Mi ricollego un po’ alla mia precedente risposta aggiungendo che sì, c’è molto di me in Ursula. O meglio: c’è molto delle persone a me care in Ursula. Detto questo, credo profondamente – e continuerò sempre a sostenerlo – che parole come diverso, strano, anormale vengano spesso usate da chi ha paura di ciò che non riesce a comprendere del tutto. Per me, non esiste la “diversità”. Esiste solo unicità. Ed è proprio questa unicità a rappresentare la nostra forza, il nostro potere, la nostra autentica magia.

M.M: Uno dei poteri peculiari di Ursula è quello di udire le voci della natura e, per lei, hai creato un mondo incantato fatto di boschi fatati e alberi. Qual è invece il tuo legame con la natura e cosa rappresenta per te l’ambientazione boschiva?

Alessia Amati: A costo di sembrare un po’ stramba, lo ammetto: solo quando sono in mezzo a un bosco sento di respirare davvero. Per questo cerco di trascorrere più tempo possibile tra le foreste dietro casa, vere e proprie cattedrali naturali, con colonne fatte di tronchi maestosi. Lì mi sento minuscola, sì, ma anche protetta. Come se fossi tornata in una tana, in un rifugio che riconosco da sempre. Fin da bambina, la foresta è stata il mio luogo del cuore. Mia zia ancora ricorda la mia espressione estasiata la prima volta che ho posato la mano sulla corteccia di un albero.

M.M: Hai degli autori o autrici che preferisci e che ti hanno ispirata particolarmente?

Alessia Amati: Amo profondamente Susanna Clarke, A.K. Blakemore, Emilia Hart, Laini Taylor, Erin Morgenstern, Jane Austen, Charlotte, Anne e Emily Bronte e tutte loro in qualche modo sono state “maestre”, vere incantatrici che giocano con le parole per creare storie che colpiscono per la loro eterna bellezza.

Progetti letterari futuri, ”S” la protagonista del nuovo libro di Alessia Amati: Cosa dobbiamo aspettarci?

M.M: Il tuo prossimo progetto letterario e la protagonista di quest’ultimo, come hai rivelato sui tuoi canali social, ha già un nome: ”S”. Senza fare spoiler, puoi accennare un po’ quali saranno le ambientazioni?

Alessia Amati: Ohhhhh! Bellissima domanda, grazie! “S” sarà molto diversa da Ursula, sia come indole sia proprio a livello tecnico come “tipologia” di scritto. Sto usando parole arzigogolate proprio per non fare spoiler, perdonatemi. “S” è più oscura, gotica, ed è ambientata in un paese che in qualche modo, per vie personali, conosco abbastanza bene. Ah, ci sarà tanta, tantissima neve.

M.M: Attraverso ‘’Le Falene di Ursula’’ hai regalato magia e incanto ai lettori, adesso trepidanti nell’attesa di conoscere anche la tua nuova protagonista, S. Ti aspettavi tutto questo successo? E cosa diresti, oggi, alla bambina che eri?

Alessia Amati: In tutta sincerità, non mi aspettavo minimamente di avere successo. So di avere la community più bella, dolce e attenta del mondo – su questo non ho mai avuto dubbi – ma ero comunque convinta che Ursula sarebbe rimasta una piccola cosa, accolta con affetto da pochi cuori affini. E invece… mi avete sorpresa. Mi avete travolta con i vostri messaggi, le condivisioni, le emozioni. Ogni parola letta, ogni foto ricevuta, ogni recensione è stata un abbraccio inaspettato.
Alla bambina che ero direi: non avere paura del cambiamento, arriverà senza che tu te ne accorga. Non avere paura delle tue sfumature, ci sarà sempre qualcuno che saprà apprezzarle. Non avere paura di sperimentare e buttarti nel vuoto, perché saranno viaggi che renderanno la tua vita degna di essere vissuta. Fai tesoro del tuo tempo e sii sempre grata.
Grazie di cuore per questa intervista.
Alessia