L’attivista Greta Thunberg ha lasciato il consiglio direttivo della Flotilla e si è trasfetita dalla nave Family alla nave Alma. A rivelarlo è stato l’inviato del Manifesto Lorenzo D’Agostino, che si trova a bordo della Sumud Flotilla : «Nel pomeriggio di domenica i partecipanti osservano Greta Thunberg trascinare la sua valigia lungo la banchina, lasciare la Family, la nave che ospita il comitato organizzatore, e trasferirsi sulla Alma. Sul sito ufficiale della missione il suo nome è scomparso dalla lista dei membri del direttivo».

La decisione sarebbe arrivata dopo alcune divergenze interne; in ogni caso, Greta resterà parte integrante della flotta in navigazione verso Gaza per portare aiuto e sostegno alla popolazione palestinese bloccata nella Striscia, dopo l’intervento armato di Israele. Scrive D’Agostino: «Thunberg ha detto di credere profondamente nell’obiettivo di questa missione e nella forza della mobilitazione mondiale per una Palestina libera».

Le divergenze interne e il passo indietro di Greta Thunberg

I problemi sarebbero sorti in merito alle strategie comunicative adottare dal gruppo in questi giorni. Dopo il duplice attacco da parte di alcuni droni, infatti, l’attenzione mediatica intorno alla missione è aumentata in modo significativo. Secondo Greta, però, il comitato si sarebbe dedicato troppo al racconto delle vicende interne della flottiglia e non abbastanza al genocidio in Palestina, vero fulcro dell’iniziativa.

Tony La Piccirella, uno degli attivisti della Global Sumud Flotilla, ha provato a spegnere la polemica dichiarando all’Adnkronos: «C’è un comitato direttivo che prende delle decisioni tecniche e strategiche, Greta non vuole farne parte e le ragioni le sa lei. Si trova comunque sulla Alma, che è una delle due barche principali, e continua a supportare la missione». La stessa Thunberg ha rilasciato una dichiarazione al Manifesto: «Tutti abbiamo un ruolo: il mio non sarà nel comitato direttivo, ma come organizzatrice e partecipante».

Federica Checchia