Da sempre, il Partito Repubblicano degli Stati Uniti un sostegno incondizionato a Israele; negli ultimi tempi, tuttavia, questo appoggio sta iniziando a scricchiolare. Una parte del movimento MAGA, creato da Donald Trump, sembra aver cambiato idea in materia di politica estera. Il mese scorso, la deputata Marjorie Taylor Greene ha definito le azioni dell’esercito israeliano a Gaza come un genocidio, un termine che segna inevitabilmente un punto di rottura rispetto al passato.

Il mese prima, l’ex consigliere del presidente Steve Bannon, rappresentante del ramo più populista della destra americana, ha dichiarato di essere dalla parte di Israele, ma che Netanyahu non dovrebbe considerare scontato il supporto degli Stati Uniti. Anche l’ex presentatore di Fox News Tucker Carlson ha affermato che Israele «non può usare i soldi delle mie tasse per bombardare le chiese». Le sue parole fanno riferimento ai finanziamenti statunitensi destinati agli armamenti israeliani.

Non solo MAGA: anche il vicepresidente Vance si sbilancia contro Israele

Lo stesso vicepresidente J.D. Vance, vicino all’ala populista del MAGA, ha di recente ammesso di considerare «strazianti» le immagini di Gaza e della sua popolazione ferita e denutrita. Auspica, inoltre, che «Israele faccia di più per fare entrare gli aiuti». Anche Trump, pochi giorni fa, ha smentito pubblicamente le parole di Benjamin Netanyahu, che continua a negare l’esistenza di una carestia sulla Striscia. Il presidente ha detto: «Quei bambini sembrano molto affamati, devono ricevere cibo e un posto sicuro in cui stare, subito», andando di fatto contro le dichiarazioni del premier israeliano.

Federica Checchia