Alessandra Mussolini, 61 anni, è figlia dei genitori Romano Mussolini e Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren. Dei difficili rapporti familiari tra le figure più importanti della sua vita, Alessandra Mussolini parla anche in un libro dal titolo “Il gioco del buio” uscito in libreria lo scorso gennaio ed edito da Minerva.
CHi erano i genitori di Alessandra Mussolini, Romano Mussolini e Maria Scicolone e il ruolo della zia Sophia Loren
Il padre Romano, figlio di Benito Mussolini, era un jazzista e sbarcava il lunario facendo concerti. Ma era anche un traditore seriale. Maria Scicolone, mamma di Alessandra, era consapevole dei tradimenti del marito che erano alla base delle continue liti familiari. Figlia della musicista Romilda Villani, Maria Scicolone – sorella di Sophia Loren – non fu inizialmente riconosciuta dal padre naturale Riccardo Scicolone.
“Mia zia Sophia Loren – racconta Alessandra Mussolini al “Corriere della Sera” – era in giro per il mondo o nella favolosa villa di Marino, comunque faceva vita a sé. Aveva sposato un uomo, Carlo Ponti, decisamente austero rispetto a noi, freddo, arido. Comunque, parte dei soldi che zia aveva guadagnato con Quo vadis li diede a mia nonna perché comprasse il cognome ‘Scicolone’ anche per mia mamma. Riccardo Scicolone, di cui mia nonna era stata amante, aveva riconosciuto zia Sofia, dandole il suo cognome, ma non mia mamma, che infatti portava il cognome di nonna, Villani. Lo pagarono per dare il cognome anche a mia mamma. La somma esatta non l’ho mai saputa ma so che comunque era una bella cifra”.
“Nonna beccava i tradimenti di mio papà e li riferiva perfidamente a mia mamma – ricorda – Mamma se la prendeva con papà. Papà faceva quello che fanno gli uomini di solito: negava, negava, negava. Magari era domenica, nonna per dispetto versava mestolate di ragù bollente nei piatti e lanciava cotolette che friggeva fino a farle diventare pietre. Ricordi felici? Due o tre al massimo”. “Un giorno mamma andò a operarsi di calcoli a Ginevra, un’operazione seria – racconta ancora Alessandra Mussolini – Noi eravamo rimasti a Roma, da nonna. A un certo punto vado da nonna, che stava litigando col fratello in cucina. E lei, a proposito di mia mamma, mi disse in faccia: ‘Spero che tua madre muoia sotto i ferri’. Per la rabbia presi un tavolino e lo scaraventai contro la parete. Lei fece una delle sue pose da diva, viveva come se fosse dentro un film, sempre (…) Nonna Romilda viveva nella rabbia e nel rancore, mamma rinunciava a tutto, papà viveva di musica e dei suoi amori clandestini. E, in fondo a tutto, due bambine, io e mia sorella Eli, a vivere tra le urla e a chiederci sempre: ‘Possibile che debba andare sempre tutto così?”





