Oggi la Moldavia è chiamata a dare vita al nuovo parlamento. I seggi sono stati aperti questa mattina alle sette, e verranno chiusi questa sera, alle ventuno. Si tratta di elezioni molto importanti, che influiranno sulla politica estera e che chiariranno la posizione del Paese, attualmente molto vicino all’Unione Europea, ma sul quale incombe sempre l’ombra della Russia. Negli ultimi anni, a governare la nazione è stato il Partito di Azione e Solidarietà (PAS), spiccatamente filoeuropeo, al quale appartiene anche la presidente Maia Sandu, in carica dal 2020.

Dal 2021, il PAS ha potuto contare sulla maggioranza assoluta dei parlamentari. Nel corso degli anni, ha diminuito la dipendenza energetica dalla Russia e si è avvicinato all’UE, che ha inserito la Moldavia tra i Paesi candidati nel 2022. Nel frattempo, però, la sua popolarità è stata intaccata, soprattutto a causa della guerra in Ucraina: dopo l’invasione russa, l’inflazione è molto aumentata, incidendo negativamente sulle casse statali. Stando ai sondaggi, il partito sarebbe ancora in vantaggio sugli avversari. I consensi, tuttavia, sono diminuiti in modo significativo.

Elezioni in Moldavia: il Blocco Patriottico insidia il PAS

Ad approfittare di questo momento di difficoltà è il Blocco Patriottico, un’alleanza di partiti filorussi in continua crescita. Igor Dodon, che è stato presidente della Moldavia prima di Sandu, dal 2016 al 2020, è alla guida del Blocco. Il programma dell’intesa sostiene la necessità di avere relazioni più strette con il Cremlino, e di ristabilire per la nazione un ruolo più neutrale in materia di politica estera. Al momento, risulta come secondo partito, con percentuali che oscillano tra il 21% e il 36%, a fronte del 34% e il 48% del PAS.

La Moldavia conta oltre due milioni di abitanti ed è uno dei Paesi più poveri dell’Europa; fino al 1991, era parte dell’Unione Sovietica. L’influenza di Mosca si fa ancora sentire. Una parte del territorio nazionale, infatti, è occupato dalla Transnistria, un’autoproclamata repubblica autonomista filorussa, non riconosciuta da nessuno stato al mondo, neanche dalla Russia. Da tempo, in ogni caso, Vladimir Putin spera di tornare a controllare in modo ancora maggiore il governo moldavo, che potrebbe rivelarsi un valido alleato.

Federica Checchia