Gianni Sperti parla della fine del suo matrimonio con Paola Barale, con cui è stato sposato dal 1998 al 2002. L’ex ballerino e opinionista, 52 anni, definisce quel periodo come uno dei più difficili della sua vita: “La separazione è stata difficilissima. È stata una separazione che non è avvenuta in privato, ma davanti a tutta Italia. Mi sentivo osservato, giudicato in qualsiasi posto andassi. Non ero pronto alla separazione e non ero pronto nemmeno alla separazione mediatica. Inoltre mi trovavo a ricominciare da zero”.
Alla domanda: “Tu eri ancora innamorato quando è finita?”, Sperti risponde: “Sì”. Della fine della loro storia d’amore, dice: “Quando finisce una relazione, la colpa è al 50 per cento”. Per quanto riguarda i suoi errori: “Non sono stato abbastanza forte da imporre la mia personalità. Ero giovane e tra di noi c’era una differenza economica stratosferica. Per esempio non prendevo iniziative, ma perché non mi sembrava giusto farlo con i soldi di un’altra persona. Non ero povero, ma in confronto sì”. Ripensando alla loro storia d’amore, Gianni Sperti ammette sulla Barale: “Lei è stata la donna più importante che ho amato nella mia vita”.
Nel 2001 cominciano a circolare rumours di crisi a seguito dei rari avvistamenti insieme. Poco tempo dopo entra in gioco Raz Degan, paparazzato al fianco di Paola Barale. La storia volge al termine con accuse di tradimenti da parte della conduttrice. Riguardo alla fine della relazione, il ballerino aveva dichiarato ospite a Verissimo: “
“La separazione è stata difficilissima. È stata una separazione che non è avvenuta in privato, ma davanti a tutta Italia. Mi sentivo osservato, giudicato in qualsiasi posto andassi. Non ero pronto alla separazione e non ero pronto nemmeno alla separazione mediatica. Inoltre mi trovavo a ricominciare da zero”. Sul legame con la conduttrice, Sperti ha dichiarato: “Lei è stata la lei più importante che ho amato nella mia vita…Non sono stato abbastanza forte da imporre la mia personalità. Ero giovane e tra di noi c’era una differenza economica stratosferica. Per esempio non prendevo iniziative, ma perché non mi sembrava giusto farlo con i soldi di un’altra persona. Non ero povero, ma in confronto sì”.





