Lionel Richie ha pubblicato un libro di memorie intitolato Truly, nel quale, come il nome suggerisce, racconta senza filtri la propria storia e quella della sua carriera musicale. Il cantante deve aver deciso di fare della franchezza il filo conduttore del memoir, come si evince da alcuni commenti sul suo amico e collega Michael Jackson.

L’ex frontman dei Commodores ha parlato del Re del pop e del loro stretto legame, ma non ha risparmiato qualche bordata all’artista, scomparso nel 2009. L’igiene, pare, non era il suo punto di forza, tanto che il produttore Quincy Jones gli avrebbe affibbiato il nomignolo “Smelly”. Il diretto interessato, però, almeno a detta di Richie, accettava con ironia le battute: «Anche Michael rideva, rendendosi conto di non essersi cambiato o lavato i vestiti per un paio di giorni… Abbiamo tutti le nostre stranezze».

Gli aneddoti di Lionel Richie su Michael Jackson

Secondo il cantautore, la scarsa pulizia di Jackson era da attribuirsi alla sua estrema notorietà, che gli rendeva impossibile avvicinarsi ai negozi senza essere riconosciuto e circondato dai fan. «Prese semplicemente l’abitudine di indossare gli stessi pantaloni finché non diventavano inutilizzabili», scrive, «Era in tournée e si esibiva con gli elaborati costumi realizzati per lui dai suoi stilisti, oppure indossava i pantaloni del pigiama e le pantofole in studio o indossava i suoi abiti da sera. O ancora, era a casa con qualcosa di largo e comodo per poter provare i suoi passi di danza e giocare con tutti i suoi animali domestici».

Richie ricorda un episodio in particolare: «Ogni volta che Michael veniva a trovarmi, indossava cose tipo jeans e maglietta. E i jeans o gli cadevano di dosso o erano troppo corti per essere dei jeans e, beh, puzzavano. Lo riaccompagnavo a casa, percorrendo le stradine secondarie, ed era sempre dolce e riconoscente con me. Una volta, appena rientrato a casa, quando sono passato davanti al soggiorno ho notato che sul tappeto c’erano un paio di mutande di Michael Jackson e i suoi vecchi jeans logori. Stesi lì come dopo un incidente stradale. Come non ridere? MJ era stato qui».

Federica Checchia