La Commissione Europea ha multato Gucci, Chloé e Loewe per violazione delle norme sulla concorrenza. I tre brand avrebbero infatti fissato i prezzi di rivendita, violando le norme UE. Per questo l’Antitrust ha indagato, e il risultato è che le tre aziende hanno limitato la capacità dei rivenditori terzi indipendenti (con cui collaborano) di stabilire i propri prezzi di vendita al dettaglio, sia online che offline. Questo tipo di comportamento anticoncorrenziale, come sottolineato dalla Commissione, aumenta i prezzi e riduce la possibilità di scelta per i consumatori. Le sanzioni sono state ridotte in tutti e tre i casi grazie alla collaborazione delle aziende con l’esecutivo Ue, ma ammontano complessivamente a oltre 157 milioni di euro.
L’Antitrust mula Gucci, Chloé e Loewe

Le tre aziende hanno sede rispettivamente in Italia, Francia e Spagna. Gucci è sotto il controllo del gruppo francese del lusso Kering. Chloé fa capo alla Compagnie Financière Richemont, gruppo svizzero del lusso. Infine, Loewe appartiene al colosso francese del lusso LVMH. L’indagine ha riguardato una pratica definita “Resale price maintenance (Rpm)”. Si tratta del mantenimento del prezzo di rivendita: per intenderci, hanno limitato la possibilità dei loro rivenditori, online e fisici, che sono rivenditori indipendenti, di stabilire i propri prezzi di vendita al dettaglio per quasi l’intera gamma di prodotti.
Questo ha chiaramente interferito con le strategie commerciali dei loro rivenditori, imponendo loro restrizioni. Tra queste, ad esempio, l’obbligo di non discostarsi dai prezzi di vendita al dettaglio raccomandati, dai tassi di sconto massimi e da periodi specifici di vendita. Addirittura in alcuni casi (almeno temporaneamente) hanno anche vietato ai rivenditori di offrire sconti. Tuttavia, le tre aziende si sono impegnate a far sì che i loro rivenditori applicassero gli stessi prezzi e le stesse condizioni di vendita applicate nei loro canali di vendita diretta.
Marianna Soru





