Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha confermato la distruzione di una nave nei Caraibi, presumibilmente legata al traffico di droga. Secondo il segretario Pete Hegseth, l’operazione è stata ordinata direttamente dal presidente Donald Trump. Con questa operazione, da settembre sono state distrutte più di 15 imbarcazioni e uccise almeno 69 persone. Gli attacchi si sono estesi dalla costa venezuelana al Pacifico orientale, in quello che l’amministrazione Trump ha descritto come un “conflitto armato diretto” contro i cartelli latinoamericani.
Con 51 no e 49 sì, il Senato americano ha bocciato una risoluzione che avrebbe impedito al presidente Donald Trump di attaccare il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso, un giorno dopo che alti dirigenti dell’amministrazione Usa avevano detto ai legislatori che Washington al momento non prevede attacchi sul territorio dello Stato sudamericano.
Solo due repubblicani si sono uniti ai democratici nel sostenere la misura, segno del supporto del Grand Old Party alle operazioni militari di Trump nel sud dei Caraibi, dopo due mesi di attacchi letali contro presunte imbarcazioni di narcos
Nel frattempo, Venezuela e Colombia hanno denunciato gli attacchi come esecuzioni extragiudiziali e organizzazioni come Amnesty International ne mettono in dubbio la legalità secondo il diritto internazionale. Inoltre, esiste la possibilità di un attacco degli Stati Uniti al territorio venezuelano, sebbene Trump abbia negato questa eventualità.
Secondo il presidente del Venezuela Nicolas Maduro la cooperazione militare con Mosca sta “procedendo” e “continuera’ in modo sereno e molto proficuo”.
Questa la risposta del presidente venezuelano, riportano i media locali, alla domanda sullo stato dei contatti tra Caracas e Mosca nel contesto delle tensioni crescenti tra gli Stati Uniti e il Paese latinoamericano. Il governo – ha infatti assicurato Maduro – “ha una comunicazione quotidiana e permanente” con quello di Vladimir Putin su “molti temi in corso”, tra cui quello militare. “La Russia – ha affermato Maduro – è già una potenza mondiale ma è in grado di stabilire relazioni di uguaglianza, rispetto e cooperazione con paesi come il Venezuela. Il rapporto con la Russia è davvero esemplare, perché i russi, con il presidente Putin in testa, hanno costruito un modello di rispetto del diritto internazionale e di cooperazione per lo sviluppo reciproco. Non hanno ambizioni imperialistiche”.
Nel suo programma settimanale ‘Con Maduro +’, trasmesso dal canale statale Venezolana de Televisio’n (VTV), il presidente ha sottolineato che sta progredendo anche la cooperazione con il gigante eurasiatico in settori quali l’industria, la scienza, la tecnologia, l’economia, la finanza e il turismo. Domenica scorsa, il portavoce del Cremlino ha ammesso di avere contatti con il Venezuela rispondendo a domande su una possibile richiesta di aiuto da parte di Maduro a Putin.
Secondo il quotidiano The Washington Post, Maduro avrebbe chiesto aiuto a Russia, Cina e Iran per rafforzare la difesa del Paese a fronte delle pressioni degli Stati Uniti che mantengono un dispiegamento militare nei Caraibi vicino alla nazione sudamericana. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov pur senza fare esplicito riferimento alla presunta richiesta di Maduro, ha tuttavia ricordato che Mosca e Caracas sono unite da “obblighi contrattuali”. I due Paesi hanno firmato lo scorso maggio un accordo di associazione strategica in occasione della visita istituzionale del leader venezuelano a Mosca.Nei giorni scorsi, la Russia ha peraltro ribadito il suo sostegno al Venezuela a fronte di minacce “esistenti e potenziali” provenienti da Washington. “Minacce” che Maduro considera parte di un piano piu’ ampio per destituirlo dal potere





