Questa mattina, Israele ha sferrato un attacco contro Beit Jinn, un piccolo comune in Siria alla periferia di Damasco. Gli abitanti del paese sono in prevalenza drusi, una comunità araba non musulmana con cui il governo israeliano ha una stretta relazione. Stando a quanto riportato dai media nazionali siriani, il raid avrebbe provocato la morte di tredici persone -tra i quali due bambini- e il ferimento di altre venticinque, oltre al ferimento di diversi soldati israeliani.

Israele attacca la Siria, ma sostiene di essere stato attaccato per primo

L’agenzia di stampa internazionale AFP si è messa in contatto con un funzionario locale, che ha rivelato l’intenzione da parte di Israele di arrestare tre giovani uomini; i residenti, tuttavia, avrebbero opposto resistenza. Dopo gli scontri, Israele avrebbe proseguito l’aggressione con artiglieria e droni. Il ministero degli Esteri siriano ha accusato Netanyahu di un «attacco criminale» e di «crimini di guerra».

Dal canto suo, il governo israeliano ha parlato di un attacco contro i suoi militari, che sarebbero stati costretti a rispondere al fuoco. Ha anche detto che, durante l’operazione, l’IDF avrebbe eliminato alcuni terroristi. Non ha fornito altri elementi riguardo all’accaduto, ma ha accusato i miliziani di stare preparando «attacchi contro Israele».

Federica Checchia