In occasione del cinquantennale dell’album Wish You Were Here dei Pink Floyd, l’ex batterista Nick Mason è stato intervistato da Variety. Tra i vari aneddoti raccontati, spicca la fugace apparizione di Syd Barrett agli Abbey Road Studios proprio durante le registrazioni del disco. Queste le sue parole: «Penso che abbiamo gestito Syd molto male, ma non sapevamo davvero come comportarci. Voglio dire, quando lui lasciò la band nel ’68, pensavamo ancora che se ci fossimo presi un giorno di pausa, forse si sarebbe ripreso. Voglio dire, l’ingenuità… Ora, la gente è molto, molto più saggia, ma è straordinario guardare indietro e rendersi conto di quanto poco sapevamo o potevamo fare per lui».

L’apparizione di Syd Barrett nel 1975

I gravi problemi di dipendenza dagli stupefacenti, in particolare l’LSD, avevano portato Barrett ad essere allontanato da Roger Waters e soci sette anni prima quell’improvvisa apparizione del 1975, in cui si era presentato ai suoi ex compagni all’improvviso, irriconoscibile. Ricorda Mason: «Non l’ho riconosciuto affatto. È stato David a dirmi: “Quello è Syd!”, e questo è stato abbastanza scioccante, davvero. Credo che la parola giusta sia “inquietante”. Immagino che gli altri lo avessero visto di più negli ultimi anni, ma io non lo vedevo da circa cinque anni.»

Conclude il batterista: «Credo che l’arrivo di Syd in studio abbia avuto un ruolo fondamentale in quello che è successo in seguito. Non credo che ci fosse un tema ben definito nel disco fino alla visita di Syd, e questo ha dato un po’ più di chiarezza e una direzione più precisa, soprattutto per quanto riguarda i testi di Roger. Ma non solo, credo anche che il modo in cui i vari elementi del disco si sono sviluppati abbia contribuito in modo determinante a canzoni che avrebbero potuto parlare di un superamento di una relazione e di un’attenzione particolare a Syd».

Federica Checchia