Il Senato del Brasile ha approvato in via definitiva un disegno di legge che potrebbe ridurre la pena dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a oltre ventisette anni di detenzione. Nel 2022, dopo la propria sconfitta alle elezioni, l’ex leader aveva tentato di organizzare un colpo di Stato, poi fallito, che ha portato alla sua incriminazione.
In base alle leggi attuali Bolsonaro dovrebbe trascorrere almeno sei o otto anni in carcere prima di essere dichiarato idoneo al regime di detenzione alternativa. Le nuove regole, invece, prevede una riduzione a due o quattro anni, a seconda dell’interpretazione dei giudici. Per poter entrare in vigore, il disegno dovrà essere approvato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra, che ha quindici giorni di tempo per accettare o porre il veto. Anche in quel caso, tuttavia, il Parlamento potrebbe “scavalcarlo” con i voti di almeno quarantuno senatori e duecentocinquantasette deputati.
L’estrema destra aveva chiesto l’amnistia per Jair Bolsonaro
A presentare la proposta era stato il deputato Paulinho da Força, del partito di centro Solidariedade. Camera e Senato lo hanno approvato dopo mesi di mediazione tra i partiti di estrema destra e al centrodestra. I più stretti collaboratori di Bolsonaro chiedevano l’amnistia e la scarcerazione dell’ex presidente, ma gli altri movimenti politici e, soprattutto, l’opinione pubblica, si erano opposti.
I partiti di sinistra, vicini a Lula, hanno invece votato a sfavore della riduzione della pena. Alla Camera la legge era stata passata con duecentonovantuno voti favorevoli contro centoquarantotto contrari, mentre al Senato la proporzione è stata di quarantotto “sì” contro venticinque “no”. Al momento, a Bolsonaro è stato anche impedito di candidarsi fino al 2030. Il Partito Liberale, però, ha già fatto sapere di voler riproporre la questione dell’amnistia nei prossimi mesi.
Federica Checchia





