Sheryl Crow è uno dei più grandi talenti che l’America musicale abbia espresso negli anni Novanta, fino ai primi anni Duemila. Cantante, musicista e artista completa, ha saputo riportare nella scena pop del Nuovo Continente le radici blues, country e rock che ne hanno decretato la fortuna in musica dagli anni Cinquanta ai Settanta

Subito dopo la laurea, Sheryl trova lavoro come insegnante di musica. Tuttavia, non abbandona la propria passione e continua a esibirsi nei locali della città. Inoltre, inizia a scrivere jingle pubblicitari, riuscendo a farli accettare a grosse società come Toyota e McDonald’s.

Forte di questi primi successi (relativi), nel 1986 decide di abbandonare l’insegnamento e parte per Los Angeles alla ricerca di fortuna. Gli inizi sono faticosi: è costretta a lavorare come cameriera in alcuni bar. Ma Sheryl non demorde e continua a esibirsi non appena può. Così viene notata da un certo Michael Jackson, che decide di ingaggiarla come corista per il suo Bad World Tour.

Dopo aver accumulato risparmi, nel 1986 chiude definitivamente con l’insegnamento per cercare fortuna a Los Angeles. I primi tempi sono abbastanza duri e si guadagna da vivere facendo la cameriera in alcuni bar e caffetterie locali, fino a che Michael Jackson non la scopre e la ingaggia quale corista per il suo mastodontico Bad World Tour.

Dal 1987 al 1989, Sheryl sale sul palco delle più grandi città mondiali accompagnando il re del pop attraverso 15 paesi e 4 continenti. Da un punto di vista formativo, mediatico e professionale si tratta di un’esperienza molto importante, anche se non sempre piacevole: Sheryl infatti viene fatta oggetto di molestie sessuali da parte di Frank DiLeo, il manager di Michael Jackson (DiLeo verrà citato, direttamente o indirettamente, in ben due brani dell’album Tuesday Night Music ClubThe Na-Na Song e What I Can Do for You).

Al termine del tour mondiale Sheryl collabora inoltre con alcuni artisti come Stevie Wonder, Sinead O’Connor e Rod Stewart. A dispetto delle esperienze che arricchiscono il suo bagaglio professionale, per lei non è un periodo positivo: la pressione in Sheryl incomincia a farsi sentire sempre più, conscia del fatto di non essersi assicurata un vero contratto discografico. Agli inizi del 1990 cade in depressione (patologia di cui ha sempre sofferto) per alcuni mesi, e ne esce solo grazie a sedute terapeutiche e antidepressivi.

Recuperati spirito ed energie, nonché consigliata e incoraggiata dall’amico Don Henley, decide di dedicarsi completamente alla carriera da solista. I primi brani ad essere incisi sono Indian SummerFather SunNear Me e Love You Blind, quattro pezzi blues a cui fa seguito la ballata What Does Is Matter, registrata in un secondo tempo.

Nel 1992 nello studio di Toad Hall, a Pasadena in California, ogni martedì sera alcuni autori e musicisti tenevano informali sessions assieme a Bill Bottrell, produttore discografico nonché proprietario dello studio di registrazione. Fra questi musicisti appariva anche Gilbert, che attorno a metà settembre decide d’introdurre la fidanzata Sheryl al gruppo, denominato Tuesday Music Collective.

Già dalla prima apparizione, Bottrell si rende conto di avere di fronte una persona di grande talento, a tal punto da volerla quale fulcro del gruppo, nel frattempo ridenominato Tuesday Night Music Club (d’ora in poi TNMC). Per mesi l’affiatata squadra, composta da David Baerwald, Bill Bottrell, Dan Schwartz, Brian MacLeod, Kevin Gilbert ed appunto Sheryl Crow, lavora all’album con grande dedizione e impegno, ma nella informalità più totale, almeno stando alle apparenze.

Nel frattempo Sheryl cresce sempre più agli occhi della casa discografica, creando le prime gelosie all’interno del TNMC. L’album, intitolato Tuesday Night Music Club, viene terminato entro la prima metà del 1993 e pubblicato negli Stati Uniti d’America il 3 agosto dello stesso anno.

Esso contiene 11 brani, che spaziano dal rock al pop, fino a giungere alle ballate jazz. Un lavoro vecchio stampo, classico e molto personale, l’esatto opposto del vacuo pop sintetizzato del primo album, abbandonato nel 1992. Nonostante ciò, sulle prime non incontra il favore del pubblico: solo nell’anno successivo, con All I

Wanna Do (basata sul poema Fun di Wyn Cooper) prima e Run Baby Run poi, Sheryl conosce la grande popolarità.
Stampa e televisione iniziano così ad interessarsi sempre più alla cantante del Missouri, che finalmente, dopo anni di gavetta e di parziali insuccessi, corona a 32 anni il suo sogno. I rapporti fra Sheryl e i membri del TNMC nel frattempo si fanno sempre più tesi (e la casa discografica non fa altro che fomentare dissidi e discordie) ed anche la relazione con Gilbert era fondamentalmente terminata. Nessuno fra l’altro si aspettava un successo simile.

Molti anni dopo Baerwald dichiarò al giornalista Richard Buskin: “credevo fosse un album di nicchia, da 300.000 copie al massimo, per quelle persone che si fossero perse gli anni ’70“. Invece le copie vendute, poco più di due anni dopo, furono più di sette milioni.

Nell’estate del 1994 parte per l’H.O.R.D.E. Festival, un tour musicale itinerante promosso ed organizzato dai Blues Traveler, jam band capitanata dal corpulento John Popper. Sheryl in quell’occasione divide il palco con la Allman Brothers Band ed altri importanti esponenti musicali, soprattutto legati al filone delle jam bands. La stessa Allman la vuole come supporto nel loro imminente tour. Bob Dylan e i Rolling Stones fanno lo stesso, invitandola ad aprire i loro concerti negli States.

Agli occhi del pubblico però, la consacrazione definitiva avviene nell’ottobre del 1994, quando Sheryl viene invitata a suonare nell’ambito del festival di Woodstock ’94 per il 25esimo anniversario, di fronte a centinaia di migliaia di spettatori. Sempre nel 1994, dà il via al primo grande tour negli Stati Uniti d’America e in Europa, nonché prende parte alle riprese dei video promozionali di All I Wanna DoLeaving Las Vegas e Run Baby Run.

Tutto sembra procedere per il meglio, fino a che una disgrazia non tocca Sheryl da molto vicino. Il 18 maggio del 1996, l’ex fidanzato Kevin Gilbert viene trovato cadavere nella sua abitazione di Eagle Rock (California). Sulle prime si pensa ad un suicidio, ma l’autopsia del Coroner non lascia spazio a dubbi, Gilbert è deceduto per asfissia autoerotica. Per lei è un duro colpo, tuttavia non sembra essere stupita del gesto, al pari degli amici più intimi di Gilbert.

La cantante americana ha adottato due figli, Wyatt, di 6 anni e Levi di 3 ma al momento non frequenta nessun uomo.