In Sicilia e Sardegna diversi sindaci hanno ordinato l’evacuazione degli abitanti, in vista dell’arrivo del ciclone “Harry”, che sta portando con sé pioggia molto forte e raffiche di vento oltre i 120 chilometri orari. Nel frattempo, la Protezione Civile ha emesso il massimo grado di allerta, la rossa, per rischio idrogeologico in tutta la zona orientale della Sardegna e nelle province di Messina e Catania, in Sicilia. Le autorità hanno inoltre disposto la chiusura di oltre centocinquanta scuole, molti uffici pubblici e strade nei pressi di fiumi e torrenti.
Il ciclone è nato tra il Nord Africa e il Canale di Sicilia: a renderlo pericoloso è ciò che viene definito un “blocco atmosferico”: un anticiclone presente sull’Europa orientale sta infatti rallentando la tempesta, costringendola a rimanere per giorni sulle stesse zone, scaricando così una quantità eccezionale di pioggia sulle aree sottostanti.
Il ciclone “Harry” è in arrivo: come si stanno preparando Sicilia e Sardegna
Già ieri circa centonovanta persone hanno abbandonato le proprie abitazioni in Sicilia, ma sono previsti nuovi provvedimenti in giornata. Ad Acireale, in provincia di Catania, il sindaco ha infatti invitato novantacinque abitanti nelle frazioni sulla costa a mettersi in sicurezza. Vicino Siracusa, invece, trenta persone si sono allontanate di spontanea volontà dalla contrada Granelli, a rischio inondazioni, e altre quaranta dal borgo marinaro di Marzamemi.
In Sardegna, invece, a rendere necessaria l’evacuazione sono state diciotto frazioni del comune di Torpè, vicine al rio Posada, in provincia di Nuoro. Si tratta di Baddore, Matta Erva, Ena de Puleu, Filinita, Sa Tanca Noa, San Pietro, Ussela, Sas Luas, L’Unità, Terra Teulasa, Tiedda, Giunne Pala, Su Puttu, Poiu, Badu Arghentu, Pasu e Lana, Binzarena e Multalditana. Le autorità locali hanno inoltre fatto chiudere il tratto costiero della strada statale 195 Sulcitana, tra Cagliari e Capoterra, e altre strade secondarie nel Nuorese e nell’Ogliastra.
Federica Checchia





