Le forze armate degli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver attaccato un’imbarcazione che potrebbe essere coinvolta nel contrabbando di droga, uccidendo due persone a bordo. L’attacco, avvenuto nell’oceano Pacifico orientale, è il primo da quando l’amministrazione Trump ha disposto la cattura di Nicolás Maduro.

Negli ultimi mesi, si sono verificati raid simili anche nel Mar dei Caraibi, al largo del Venezuela. Dall’inizio settembre gli Stati Uniti hanno bloccato molte navi venezuelane, provocando la morte di almeno centoventicinque persone. Il governo americano sostiene che tutto sia stato fatto per contrastare il narcotraffico. È la stessa spiegazione adottata per la deposizione di Maduro che, nel processo a suo carico dovrà rispondere anche dell’accusa di contrabbando internazionale di droga.

Le reali motivazioni degli Stati Uniti

Le reali motivazioni, ovviamente, hanno soprattutto a che fare con gli interessi economici statunitensi nella gestione del petrolio venezuelano, nonostante questo sia piuttosto denso e “pesante”, quindi più costoso e difficile da lavorare. La sua lavorazione è estremamente più costosa, e anche più inquinante per via della temperatura. È, inoltre, molto ricco di zolfo, che viene rimosso attraverso trattamenti di depurazione che producono un gas che viene bruciato. Tutti elementi a suo svantaggio, ma che non sembrano preoccupare (o far desistere) Donald Trump.

Federica Checchia