Melania, una produzione degli studi Amazon dal costo di oltre settantacinque milioni di dollari, è indiscutibilmente un enorme successo; ,al tempo stesso, però, ha attirato su di sé innumerevoli polemiche. L’ultima riguarda la musica: nel documentario dedicato alla First Lady statunitense, viene infatti riprodotta anche la musica composta da Jonny Greenwood per il film di Paul Thomas Anderson Il filo nascosto, del 2017. Il musicista e il regista non sembrano essere troppo felici dell’impiego improprio della colonna sonora, e ne hanno chiesto la rimozione.

L’appello di Jonny Greenwood e Paul Thomas Anderson

“Anche se Jonny Greenwood non detiene il copyright della colonna sonora, la Universal non ha consultato Jonny per questo utilizzo da parte di terzi, in violazione del suo contratto di compositore”, si legge nella nota diffusa dal chitarrista dei Radiohead. “Per questo motivo, Jonny e Paul Thomas Anderson hanno chiesto la rimozione della musica dal documentario.”

Non è chiaro chi abbia autorizzato l’utilizzo del brano, né quali strumenti legali Greenwood e Anderson abbiano a disposizione per far rispettare il loro lavoro. Come Billboard ricorda, infatti, di norma i compositori di colonne sonore non detengono i diritti delle loro opere; a volte, però, possono essere presenti delle clausole che permettono agli autori di farsi valere.

In una sola settimana, il documentario, diretto da Brett Ratner, ha incassato circa sette milioni di dollari. A giocare a suo favore, l’imponente promozione e la distribuzione del film in un gran numero di sale. Considerando i costi di produzione, è tuttavia improbabile che gli incassi riescano in qualche modo a superarli o, almeno, a pareggiarli. In molti, dunque, ritengono che Melania non sia altro che un “regalo” di Jeff Bezos a Trump.

Federica Checchia