Non c’è due, senza tre. Michele Bravi torna all’Ariston per il suo terzo Festival, dopo le struggenti Il diario degli errori (2017) e Inverno dei fiori (2022). La malinconia sembra essere la chiave di lettura anche di Prima o poi, il suo brano in gara a Sanremo 2026. Nella canzone, l’ex vincitore di X Factor racconta un momento di smarrimento, attenuato dalla speranza che, dopo la tempesta, in qualche modo tornerà il sereno. L’importante, però, è accettare anche la pioggia.
«“Prima o poi” è parte di un progetto musicale più ampio», ha raccontato a TV Sorrisi e Canzoni. «Quando ho scritto il testo stavo cercando di capire come l’ironia possa tradursi in musica. Per me l’ironia sta nel tragicomico, la goffaggine, il sentirsi fuori posto, portare due calzini spaiati e non accorgersene o essere zuppo sotto la pioggia davanti a un citofono prima di una cena e non ricordarsi il cognome dell’ospite. Questo è un inno a non essere sempre e per forza ultra performanti».
Sanremo 2026: il testo di “Prima o poi”, il brano di Michele Bravi
Di M. Bravi – Rondine – G. Grande – M. Bravi – Rondine
Ed. Eclectic Music Publishing/Daleth/Eclectic Publishing House/
Warner Chappell Music Italiana
Lo so fumare a letto è un brutto vizio
Piangersi un po’ addosso
Poi la notte non dormo mai, mai
È vero
È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera
Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera
È che mi manchi da morire
E pure il cane non la smette di abbaiare
E sarà che ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Ma guarda casa mia come è ridotta
Che non faccio i piatti da una settimana
Che non so l’ultima volta che ho fatto la spesa
Con il disco di Battisti ancora lì per terra
Con il cane che lo annusa perché un po’ ti cerca
Ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto
Sempre a prendermi l’acqua per strada
Che non ho l’ombrello nemmeno stasera
Tienimi la fronte
Ma pensa io che scemo
Che non penso che a te
E sono sotto casa tua
E ti vorrei citofonare ma
Ma non so più il tuo nome
A forza di chiamarti amore
Non so nemmeno adesso più chi sei
Ma prima o poi
Smetterai che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto di
Federica Checchia





