L’antico attrito tra le due potenze asiatiche continua a rinnovarsi e, com’è accaduto spesso, il fulcro del diverbio resta Taiwan. Il ministro della Difesa, Shinjirō Koizumi, ha annunciato le modalità che verranno adottate per difendere l’autonomia governativa dell’isola. Difatti, entro il 2031 il Giappone schiererà missili terra-aria a Yonaguni per intercettare eventuali velivoli o missili cinesi. Il rapporto già teso tra le due potenze continua a tendersi come la corda di un violino.
Il Giappone, dopo le dichiarazioni di Takaichi, schiera missili per difendere Taiwan
Nello specifico, l’obiettivo del Giappone è di sfruttare un’isola situata a 110 chilometri a est di Taiwan, Yonaguni, per difendere il territorio rivendicato dalla Cina. Il Giappone schiererà dei missili con una gittata di circa 50 chilometri, volti a intercettare ogni movimento cinese, tra velivoli o missili, qualora decidessero di attaccare Taiwan. Il seguente scontro tra Giappone e Cina non è il primo e si prospetta non essere l’ultimo. In aggiunta, il Giappone aveva annunciato recentemente l’introduzione di controlli aggiuntivi sulle esportazioni dalla Cina verso 20 aziende giapponesi. Un astio inasprito dalle ultime dichiarazioni della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, intervenuta in parlamento a favore dell’indipendenza di Taiwan. Takaichi ha poi aggiunto che se la Cina avesse invaso l’isola, il Giappone avrebbe considerato concretamente una risposta militare.
La potenza cinese, tuttavia, non ha preso di buon grado la minaccia. In segno di sfida aveva inviato la propria guardia costiera al largo di alcune isole controllate dal Giappone che loro continuano a rivendicare. Relativamente di recente, circa due settimane fa, le autorità giapponesi hanno sequestrato un peschereccio che navigava al largo della costa di Nagasaki, arrestando successivamente il capitano dell’imbarcazione.
Stefania Cirillo





