La premier giapponese Sanae Takaichi ha confermato le elezioni anticipate, che si terranno l’8 febbraio. Qualche giorno fa, aveva fatto sapere di avere intenzione di indirle, senza però comunicare la data, ai dirigenti del suo partito, il Partito Liberal Democratico (PLD), e a quelli del Partito dell’Innovazione del Giappone, che sostengono la coalizione del suo governo.

«Sto mettendo in gioco il mio futuro politico come primo ministro con queste elezioni», ha detto in conferenza stampa. «Voglio che sia il popolo a giudicare direttamente se mi affiderà la gestione della nazione». La chiamata alle urne è, in effetti, una vera e propria scommessa per la prima ministra, entrata in carica meno di tre mesi fa. Si tratta, infatti, di un momento di grande incertezza per la politica giapponese e per il PLD. Il partito è al governo dal 1955, in modo quasi ininterrotto; di recente, però, ha perso la maggioranza in Parlamento.

Il futuro del Giappone, tra elezioni anticipate e tensioni con la Cina

Takaichi ha promesso di sospendere per due anni l’imposta sui consumi dell’8% sui prodotti alimentari. Ha poi aggiunto che i suoi piani di spesa creeranno posti di lavoro, stimoleranno la spesa delle famiglie e aumenteranno altre entrate fiscali.
La prospettiva di un simile taglio delle tasse, che il governo stima ridurrebbe le sue entrate di cinque trilioni di yen (trentadue miliardi di dollari) all’anno, ha fatto salire il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a dieci anni al massimo degli ultimi ventisette anni.

Takaichi non ha fissato un nuovo obiettivo di spesa oltre tale livello. È probabile, però, che la crescente tensione con la Cina su Taiwan e sulle isole contese nel Mar Cinese Orientale, unita alla pressione degli Stati Uniti affinché gli alleati spendano di più, farnno aumentare le spese per la difesa. «La Cina ha condotto esercitazioni militari nei pressi di Taiwan e la coercizione economica viene sempre più utilizzata attraverso il controllo di materiali chiave della catena di approvvigionamento», ha detto di recente. «Il contesto di sicurezza internazionale sta diventando più severo».

Federica Checchia