Siamo al giro di boa di questa edizione del Festival che non riesce a decollare sul serio. Protagonisti assoluti della serata Alicia Keys ed Eros Ramazzotti, la bellezza mozzafiato di Irina Shayk e una serie di piccoli intoppi tecnici, specialmente durante l’esibizione della cantautrice statunitense. Da qualche parte, in Italia, Cristiano De André ha avuto dei flashback di guerra. Ecco, dunque, le pagelle della terza serata di Sanremo 2026.
Sanremo 2026, le pagelle: Maria Antonietta & Colombre hanno già vinto, Malika Ayane regina della pista
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta: comunque vada, e qualunque sarà il piazzamento nella classifica finale, Maria Antonietta e Colombre potranno considerare il loro esordio sanremese un successo su tutta la linea. Sono carini, certo, ma sono soprattutto due artisti dalla forte identità musicale, e la canzone rispecchia la loro evidente gioia nel calcare insieme il palcoscenico dell’Ariston. La felicità, in fondo, è questo. E basta. Eeeee ci dispiace per gli altriiiii. Voto 8,5.
Leo Gassmann – Naturale: Leo è un ragazzo brillante e interessante (buon sangue non mente, dopotutto), ma in questo Sanremo sembra inspiegabilmente sottotono, ed è un gran peccato. Il suo brano non sembra decollare mai, e lui non è centrato e sul pezzo come al solito. (In)naturale. Voto 6.
Malika Ayane – Animali notturni: Malika è camaleontica, raffinata e mai banale, e in questo Festival sembra essere particolarmente a suo agio. Il suo pezzo è sofisticato, ma danzereccio, alla faccia di chi le ha sempre rimproverato un’eccessiva rigidità. Questo mood a metà tra Alan Sorrenti e Grace Jones le sta proprio bene. Figlia delle stelle. Voto 7,5.
Sal Da Vinci – Per sempre sì: a sua ogni apparizione di l’Ariston si trasforma immediatamente nello Stadio Maradona. Sal si commuove per gli applausi, come se non sapesse che, in Italia, Rossetto e Caffè mobilita più persone di un referendum. È tra i primi cinque della serata e meno male, altrimenti il pubblico in sala avrebbe lanciato le poltrone, altro che spartiti. Inno nazional(popolar)e. Voto 6,5.
Tredici Pietro – Uomo che cade: la gestualità continua a ricordare incredibilmente quella del papà, ma Pietro sta dimostrando, serata dopo serata, di non avere nessuna intenzione di “vivere di rendita”, restando all’ombra del padre. Ha un suo stile, un modo del tutto diverso di cantare, e la voglia di lasciare il segno su quel palco. Non potrebbe fregargli meno della vittoria; l’importante è che il Bologna vinca. Figliol prodig(i)o. Voto 7.
Francesco Renga e il tempismo, Serena Brancale ugola d’oro
Raf – Ora e per sempre: non sappiamo se il gesto scaramantico sortirà effetto in vista della finale, ma Raf sembra sereno e si gode il ritorno al Festival. Ricordiamoci sempre che è l’uomo che ci ha regalato Infinito, una delle migliori canzoni da stonare in macchina, e portiamogli rispetto. Tocchiamo ferro (ma anche altro, a quanto pare. Voto 6.
Francesco Renga – Il meglio di me: il buon Francesco avrà pensato tante cose quando ha realizzato di dover cantare dopo Alicia Keys, ed erano tutte parolacce. Lui, però, ha preso questo Sanremo con filosofia, e fa il suo, senza troppe pretese, e senza ambizioni di classifica. E poi, per una volta lo hanno fatto esibire prima della mezzanotte, e potrà andare a mangiarsi un piatto di trofie al pesto senza che gli restino sullo stomaco. Imperturbabile. Voto 6.
Eddie Brock – Avvoltoi: nella sua canzone, Eddie esplora il doloroso archetipo della friendzone; capiamo la frustrazione, ma il messaggio arriverebbe forte e chiaro anche con qualche decibel in meno. Davvero, lo giuriamo. Un pochino meno. Voto 5.
Serena Brancale – Qui con me: quando si è esibita martedì, l’emozione ha preso il sopravvento sulla tecnica, arrivando dritta al cuore degli spettatori. Questa sera, invece, ha mantenuto maggiormente il controllo, mostrando tutti i colori della sua incredibile voce. Non tutti stanno apprezzando questa Serena più istituzionale, ma lei nasce come jazzista e cantante classica, e il primo amore non si scorda mai. The Voice. Voto 8.
Samurai Jay – Ossessione: Napoli (e dintorni) sta per diventare teatro di una vera e propria guerra civile. I figli di Partenope si uniranno per votare l’eroe locale Sal Da Vinci, il dynamic duo formato da AKA 7even e LDA o l’esordiente Samuray Jay? Sabato è lontano, ma non troppo; lui, nel frattempo, trascina l’Ariston grazie all’innegabile ritmo di una canzone che sentiremo ancora a lungo. Lotta intestina. Voto 7.
Le pagelle della terza serata di Sanremo 2026: la purezza di Michele Bravi, la sorpresa Luchè
Arisa – Magica favola: Arisa ha una di quelle voci da principessa Disney che spingerebbero Ursula, la strega del mare, a tentare il tutto e per tutto per portargliela via. Rosalba canta sognante la storia della sua vita e, nonostante gli alti e bassi, continua a sperare nel lieto fine, e lo fa così bene che, in fondo, un po’ ci speriamo anche noi. I sogni son desideri. Voto 7,5.
Michele Bravi – Prima o poi: Michelino non ha mezze misure e, soprattutto quando si tratta di Sanremo, si cimenta sempre con brani dalla costruzione non scontata, e piuttosto difficili da cantare dal vivo. Lui, però, non gioca mai in difesa e si espone, sia tecnicamente che emotivamente. I suoi bassi sono più sicuri rispetto alla prima performance, e quando la sua voce si apre nel ritornello, il brividino arriva. Only the brave. Voto 8.
Luchè – Labirinto: questa volta riesce ad andare un po’ più a tempo rispetto alla sua prima esibizione, ma la sua esecuzione rimane deboluccia, e lui stesso sembra un po’ spaesato. A spaesare noi, invece, è la sua presenza tra i primi cinque della serata, ma forse questo risultato potrà essere per lui un incoraggiamento. Provaci ancora, Luchè. Voto 5.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me: Mara arriva fasciata in un abito di Vivienne Westwood che la rende un po’ Satine di Moulin Rouge!. La sua esibizione è precisa, pulita, e lei rimane un’ottima performer; peccato che la sua canzone, quest’anno, sia così deboluccia. Che voce, però. Sprecata. Voto 6,5.
Sayf – Tu mi piaci tanto: a chiudere la serata arriva Sayf che, nonostante l’ora tarda, regala al pubblico l’ultima botta di energia della terza serata, fino ad ora la migliore di quest’edizione. Chiudere in bellezza. Voto 7.
Federica Checchia





