Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che corrisponde al nostro ministero degli Esteri, ha annunciato che a breve riprenderà le relazioni diplomatiche formali con il Venezuela. A interrompere i rapporti tra i due Paesi, nel 2019, era stato Nicolás Maduro, l’ex dittatore deposto e catturato dall’esercito a stelle e strisce a inizio gennaio, nell’ambito di un’operazione militare voluta da Donald Trump. La notizia di una generale distensione tra le due nazioni porterà probabilmente alla riapertura delle rispettive ambasciate nelle capitali di entrambe. La novità, in ogni caso, era nell’aria: nelle ultime settimane non erano passati inosservati i numerosi incontri fra funzionari statunitensi e venezuelani.

Il petrolio resta al centro delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela

Nel rendere nota la propria decisione, il Dipartimento di Stato ha spiegato che il suo principale obiettivo sarà quello di aiutare «il popolo ad avanzare attraverso un processo graduale che crei le condizioni per una transizione pacifica verso un governo eletto democraticamente». Le elezioni, tuttavia, almeno per il momento sembrano però essere una prospettiva remota e molto difficile da attuare. Dopo l’arresto dell’ex dittatore, la sua vice Delcy Rodríguez ha assunto l’incarico di presidente ad interim. Il nuovo governo, però, è ancora di fatto composto da politici che avevano ruoli di primo piano anche nel regime di Maduro, e che non appaiono interessati a cambiare le cose.

A seguito della rimozione del leader venezuelano, gli Stati Uniti avevano sostanzialmente commissariato il settore petrolifero del Paese, consentendo alle compagnie petrolifere straniere, che mancavano da diverso tempo per via delle sanzioni e dell’instabilità politica del Venezuela, di rientrare nella produzione e nel commercio sul territorio.

Federica Checchia