Katie Perry, stilista di Sydney ha vinto la lunga battaglia legale sui brand contro la quasi omonima, Katy Perry durata circa diciassette anni.

La stilista conosciuta come Katie Taylor, (vero nome Katie Perry), fece domanda per registrare la ragione sociale nell’aprile 2007, sostenendo di non aver mai sentito parlare della cantante in quel momento. L’anno seguente, poco dopo l’uscita del singolo I Kissed A Girl con il quale debuttava sulle scene musicali, la stilista presentava domanda per registrare il brand di abbigliamento Katie Perry. Nello stesso periodo la popstar, si esibiva per la prima volta in Australia e per l’occasione, veniva lanciato il merchandising online.

Katy Perry ha perso la causa contro la stilista australiana

Nel maggio 2009 si apriva la disputa legale, quando il team della cantante presentava un avviso di opposizione alla registrazione del brand della stilista, inviando una lettera di diffida alla Taylor. Steven Jensen, manager dell’artista aveva respinto le affermazioni secondo le quali avrebbero cercato di impedire alla stilista di “commerciare sotto il suo nome”, negando inoltre di averla citata in giudizio per violazione del marchio, sostenendo che la situazione era stata creata e ingigantita dai tabloid.

Nel corso dell’estate l’imprenditrice otteneva l’approvazione dell’utilizzo del brand Katie Perry per i suoi prodotti di abbigliamento. In seguito, nel 2011, veniva registrato il marchio della cantante, che però non si è esteso all’abbigliamento. Secondo quanto riportato dal Guardian, la stilista ha poi fatto causa alla cantante, sostenendo che il suo brand era stato violato a causa della vendita di abiti con il marchio Katy Perry in Australia.

La chiusura della causa

Lo staff della popstar rispondeva, chiedendo la cancellazione del marchio di Taylor e sostenendo che l’etichetta avrebbe potuto ingannare o causare confusione. Nel 2023, la stilista ha vinto il suo ricorso ed è stato stabilito che l’etichetta Kitty Purry della cantante, utilizzata nel Prismatic Tour del 2014, aveva violato il suo marchio. Dieci anni dopo la stilista perse l’appello, quando la domanda riconvenzionale della cantante fu sostenuta dai giudici e si ordinò la cancellazione del marchio.

A distanza di circa diciassette anni il caso si è concluso, con tre dei cinque giudici dell‘Alta Corte si sono schierati dalla parte di Taylor. I giudici hanno respinto le affermazioni del team dell’artista secondo cui la voce di Firework si era già guadagnata una grande reputazione nel paese, quando Taylor ha fatto domanda per il marchio Katie Perry. Inoltre è stato stabilito che Kitty Purry violava i diritti sul marchio della Taylor quando è stato utilizzato nel 2014.

I giudici hanno poi osservato che la maggior parte della merce venduta dalla cantante in Australia era costituita da abbigliamento, nonostante il suo team avesse registrato il marchio di Katy Perry, in modo da non includere articoli di abbigliamento.