Le rassicurazioni del presidente FIFA Gianni Infantino a nome di Donald Trump sono servite a ben poco: il ministro dello Sport dell’Iran, Ahmad Donjamali, ha escluso la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti. «Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha dichiarato in TV. «Ci hanno imposto due guerre in otto o nove mesi, e hanno ucciso diverse migliaia dei nostri cittadini. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».

Per Teheran, l’attuale situazione politica e militare rende impossibile pensare di prendere parte alla competizione sportiva. Anche il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha espresso un pensiero simile, ma non è ancora chiaro se le parole del ministro siano da considerarsi come una decisione definitiva del regime. Teoricamente, l’Iran fa parte del girone G, che include Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, come il sorteggio del 5 dicembre a Washington aveva stabilito.

Infantino elogia Trump, ma l’Iran dice no ai Mondiali

Appena poche ore fa Infantino, in visita alla Casa Bianca, aveva affermato di aver ricevuto la garanzia che l’amministrazione Trump avrebbe accolto senza problemi la nazionale iraniana ai Mondiali di calcio in partenza l’11 luglio negli USA, in Messico e in Canada. «Nel corso dei nostri scambi, il presidente Trump ha riaffermato che la squadra iraniana è naturalmente benvenuta per disputare il torneo negli Stati Uniti», aveva scritto il dirigente italo-svizzero sul proprio profilo Instagram. «Abbiamo tutti bisogno, più che mai, di un evento come la Coppa del Mondo della Fifa per unire le persone. Ringrazio sinceramente il presidente per il suo sostegno, perché dimostra ancora una volta che il calcio unisce il mondo».

La situazione, a dire il vero, è stata tesa fin dal principio. Già poche ore dopo l’inizio dell’offensiva statunitense e israeliana, Mehdi Taj aveva paventato l’idea di un boicottaggio dell’evento, precisando però che l’ultima parola sarebbe stata delle autorità sportive iraniane. «Questi eventi non rimarranno senza risposta», aveva dichiarato. «Ma quello che è certo, al momento, è che con questo attacco e questa crudeltà non si può guardare con speranza alla Coppa del Mondo».

Federica Checchia