Nello scenario economico e geopolitico attuale i problemi, dapprima meno visibili, con lo scoppio della guerra in Medio Oriente sembrano riaffiorare in simultanea. Era noto che l’instabilità legata alla forte dipendenza dalle energie non rinnovabili avrebbero chiesto il conto in futuro non solo in termini ambientali, ma anche economici. È quello che sta accadendo adesso dopo l’attacco da parte di USA e Israele contro l’Iran e l’Italia è uno dei Paesi che si avvicina alla recessione. Chi invece, attraverso la lungimiranza e l’impiego di energie rinnovabili non si mostra soggetta al rincaro, è proprio la Spagna.
La Spagna è stata lungimirante con le energie rinnovabili (ma i risultati si vedono)
Secondo quanto spiegato all’Ansa dall’economista Carlo Cottarelli, l’aumento dei prezzi del petrolio può portare in recessione un Paese come l’Italia. Il paradosso di trova proprio in questo: nonostante la forte instabilità geopolitica ed economica, la Spagna attualmente paga un prezzo all’ingrosso molto simile a quello che l’Italia subiva nella totale normalità. Tuttavia, nonostante «Madrid benefici di un baseload nucleare storico e di un’infrastruttura Gnl di prim’ordine per gestire i picchi», il vero punto nevralgico è proprio l’impiego delle energie rinnovabili. «Un parco eolico e solare imponente, con costi marginali prossimi allo zero, schiaccia verso il basso il prezzo medio giornaliero. Lì il gas interviene solo per bilanciare il sistema quando serve, non ne costituisce l’architrave».
I tempi per riuscire a integrare e, gradualmente, a sostituire i combustibili fossili sono obiettivamente dilatati e questo è un punto ormai noto. Il passaggio intrapreso dalla Spagna, infatti, non è iniziato ieri. Nell’arco temporale che intercorre tra il 2019 e il 2025, «la Spagna ha raddoppiato la sua capacità eolica e solare» secondo quanto riportato da Elettrico Magazine. Ciononostante il governo italiano continua a ignorare un fatto non solo teorico, ma che con la Spagna si mostra possibile e fruttuoso. In bilico non vi è solo la bolletta, ma l’intera indipendenza e l’autonomia «nelle scelte politiche e strategiche». La Spagna è un esempio di cui tener conto e da osservare con ammirazione. Nonostante il Paese riesca a ottenere il 60% dell’energia dalle rinnovabili, gli investimenti non finisco qui.
OSW Group entra ufficialmente nel mercato spagnolo
Come riportato da Andkronos, l’OSW Group (uno dei più grandi distributori globali di prodotti per l’energia rinnovabile) entra nel mercato spagnolo. Il tutto è avvenuto attraverso un investimento in Soleme, una nota società spagnola di distribuzione di energia solare. OSW, insieme a Soleme, mira a fronteggiare «la crescente domanda di soluzioni solari e di accumulo energetico in tutta la Spagna». Un risvolto tutt’altro che inaspettato, specie se teniamo conto che il Paese rappresenta uno dei mercati solari più in movimento d’Europa. Andy Cheng, CEO di OSW Distribution ha dichiarato: «OSW intende sostenere installatori e partner locali di pari passo con l’accelerazione della transizione energetica. […] Saremo entusiasti di accogliere in OSW altri partner locali che condividano la stessa visione e, insieme, di ampliare a livello mondiale la presenza dell’energia pulita».
Le scelte intraprese in passato e quelle che ancora continua a fare pongono la Spagna ad un livello oggettivamente alto. Investire nelle energie pulite e rinnovabili richiede tempo, investimenti, denaro ma, come ribadito in altre occasioni, si pone come l’unica soluzione. Non è solo una questione economia, ma di equilibrio, autonomia e protezione per l’ambiente. Tutti fattori che sembrano distanti ma che, in momenti di crisi come quella attuale, riaffiorano a gravano sulle spalle dei cittadini. La Spagna è un esempio concreto a cui ambire.
Stefania Cirillo





