Motaz Malhees non potrà prendere parte alla cerimonia degli Oscar, in programma domenida 15 marzo. L’attore è tra i protagonisti di La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, candidato nella categoria Miglior film internazionale. A confermare la sua assenza è stato lui stesso, attravereo un post su Instagram.
“Mancano tre giorni agli Oscar”, scrive sui social. “Il nostro film La voce di Hind Rajab è candidato all’Academy Award. Ho avuto l’onore di interpretare uno dei ruoli principali in una storia che il mondo doveva conoscere. Ma non potrò esserci. Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti a causa della mia cittadinanza palestinese. Fa male. Ma ecco la verità: si può bloccare un passaporto, ma non si può soffocare una voce. Sono palestinese e mi schiero con orgoglio e dignità. Il mio spirito sarà con La Voce di Hind Rajab quella sera. Buona fortuna a tutti voi. La nostra storia è più grande di qualsiasi barriera e verrà ascoltata”.
Non solo Motaz Malhees: anche la mamma di Hind Rajab non potrà partecipare agli Oscar
Nel lungometraggio, vincitore del Leone d’Argento all‘82esima Mostra del Cinema di Venezia, Malhees interpreta l’operatore che cerca di salvare Hind Rajab, una bambina palestinese rimasta intrappolata in un’auto, sotto il fuoco di Gaza. L’attore non potrà essere a Los Angeles a causa del divieto d’ingresso imposto dal presidente Donald Trump ai titolari di passaporto palestinese. La misura risale a dicembre, e include anche i cittadini di Burkina Faso, Mali, Niger, Sud Sudan e Siria.
Come la produttrice Odessa Rae ha rivelato a Variety: «Abbiamo provato a parlare con un avvocato. Ci ha detto che l’unico modo per farla entrare era che Marco Rubio firmasse personalmente il permesso d’ingresso».
Anche la madre di Hind Rajab, Wissam Hamada, non potrà partecipare alla cerimonia. Il mese scorso la donna aveva presenziato ai BAFTA insieme alla troupe della pellicola, ma non è autorizzata a entrare negli Stati Uniti. Lei e la sua famiglia potranno seguire la cerimonia dalla Grecia, dove sono riusciti a ottenere asilo grazie all’aiuto del produttore Amed Khan.
Federica Checchia





