Mercoledì, i membri Democratici della commissione di vigilanza della Camera hanno abbandonato un briefing a porte chiuse voluto dal procuratore generale Pam Bondi riguardo ai documenti relativi a Jeffrey Epstein, lasciando quella che il deputato californiano Robert Garcia ha definito «un’udienza farsa oltraggiosa», dopo che Bondi si è rifiutata di ottemperare alla citazione a comparire sotto giuramento. La commissione aveva votato per la sua citazione all’inizio del mese; cinque Repubblicani si sono uniti ai Dem per chiederle di rispondere ad alcune domande sul mancato rilascio da parte del Dipartimento di Giustizia dei documenti legati alle indagini sul consulente finanziario.
I Democratici contro Pam Bondi, che rifiuta di parlare sotto giuramento
Bondi e il vice procuratore generale Todd Blanche si sono recati a Capitol Hill per cercare di placare la frustrazione bipartisan sulla gestione del caso da parte del Dipartimento di Giustizia ma, meno di un’ora dopo l’inizio dell’incontro, molti deputati hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Parlando fuori dalla sala delle udienze, il deputato della Florida Maxwell Alejandro Frost ha dichiarato: «Le abbiamo chiesto più volte se fosse disposta a venire a parlare con noi sotto giuramento. Non ha voluto dire di sì. Ostruzionismo, ostruzionismo, ostruzionismo, non ha mai detto di sì».
«I nostri colleghi repubblicani ci chiedono: “Non basta? Perché non volete parlare con lei ora?” Noi la vogliamo sotto giuramento perché non ci fidiamo di lei. E perché non ci fidiamo? Perché è un disastro», ha aggiunto. «Guardate com’è andata con la commissione giudiziaria. Spiava i membri del Congresso mentre si trovavano al Dipartimento di Giustizia a consultare i documenti non censurati. Guardate cosa ha fatto, ad esempio non pubblicando sul sito web i documenti relativi a Donald Trump»
La deputata della Pennsylvania Summer Lee ha affermato che, quando ha chiesto come la commissione avrebbe reagito se Bondi si fosse rifiutata di testimoniare, il presidente Repubblicano della commissione, James Comer, l’avrebbe insultata accusandola di “fare la spia”. In seguito, lo stesso Comer ha confermato l’accaduto in un post sui social media: “Ho detto che i Democratici si lamentavano e stavano facendo perdere tempo a tutti, perché si lamentavano e stavano facendo perdere tempo a tutti”.
Le critiche al Dipartimento di Giustizia sulla gestione del caso Epstein
I vertici del Dipartimento di Giustizia speravano che la pubblicazione degli Epstein Files avrebbe posto fine al caso, ma l’agenzia continua a essere al centro di interrogativi e critiche sulla gestione dei documenti. Bondi ha difeso l’operato del Dipartimento e ha accusato i Democratici di sfruttare la polemica per distogliere l’attenzione dai successi politici del presidente, sebbene alcune delle critiche più veementi provengano proprio da membri del partito di Trump.
Il Dipartimento ha inoltre cercato di rassicurare i legislatori e l’opinione pubblica, affermando che non vi sarebbe stato stato alcun tentativo di proteggere Trump, il quale sostiene di aver interrotto i rapporti con Epstein anni fa, dopo una precedente amicizia, né altre figure di spicco vicine al finanziere. I documenti sono stati resi pubblici in base all’Epstein Files Transparency Act, la legge emanata dopo mesi di pressioni pubbliche e politiche che impone al governo di rendere pubblici i fascicoli relativi al defunto finanziere e alla sua confidente e fidanzata, Ghislaine Maxwell.
Federica Checchia





