La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha annunciato di aver sostituito tutti i suoi alti comandanti militari. Si tratta dell’ultimo di una serie di cambiamenti avvenuti dopo la destituzione di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. La leader ha comunicato la sua decisione con un post sui social media, il giorno dopo aver licenziato il ministro della Difesa, in carica da lungo tempo e vicino all’ex dittatore, e averlo sostituito con un ex capo dei servizi segreti. “Annuncio la nomina del nuovo comando militare”, ha dichiarato giovedì.

La difficile posizione di Delcy Rodríguez, divisa tra Trump e il suo Paese

Sotto la pressione degli USA e persino sotto la minaccia di violenza da parte di Donald Trump, Rodríguez si trova a guidare un Paese con le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, ma con un’economia in rovina, caratterizzata da diffuse carenze di cibo, medicine e altri beni di prima necessità. Ha promulgato una storica legge di amnistia per liberare i prigionieri politici incarcerati sotto il regime di Maduro e ha modificato le normative petrolifere e minerarie in linea con le richieste statunitensi di accesso alle immense risorse naturali del Paese.

Trump ha affermato di fatto di essere lui a governare il Venezuela e di permettere a Rodríguez di rimanere al potere finché si allineerà alla linea degli USA. La presidente si trova nella delicata posizione di dover accontentare sia il governo americano che i venezuelani ancora fedeli a Maduro. L’ex leader si trova attualmente a New York, insieme alla moglie, in attesa di un processo per traffico di droga. L’esercito venezuelano, che ha giurato fedeltà a Rodríguez, è un’entità potente, che supervisiona le imprese petrolifere, minerarie e di distribuzione alimentare. Gestisce anche le operazioni doganali e i principali ministeri, in un contesto di accuse di abusi e corruzione.

Federica Checchia