Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha reso nota la propria decisione di chiudere il cosiddetto “Correspondents’ Corridor”, ovvero l’area del Pentagono dedicata alla stampa. Il portavoce Sean Parnell ha dichiarato che i giornalisti saranno trasferiti in una struttura esterna all’edificio principale, che verrà costruita nei prossimi mesi. In futuro, inoltre, solo il personale autorizzato a circolare nel palazzo potrà accompagnare i corrispondenti, fatta eccezione per conferenze stampa e interviste programmate. Di seguito, il comunicato integrale.

«Il 20 marzo 2026, un giudice del Tribunale distrettuale degli Stati Uniti ha annullato disposizioni chiave in materia di sicurezza contenute nella politica di accesso dei media del Pentagono dell’ottobre 2025. Il tribunale ha eliminato ogni disposizione che consentiva al Dipartimento di sottoporre i titolari di accrediti stampa a controlli per valutare i rischi per la sicurezza e ogni disposizione che consentiva al Dipartimento di negare, revocare o sospendere un accredito stampa per motivi di sicurezza, ordinando al contempo al Dipartimento di ripristinare immediatamente gli accrediti stampa per il New York Times.

Il Dipartimento si conforma sempre alle ordinanze del tribunale, ma non concorda con la decisione e ha presentato ricorso. Nel frattempo, e in ottemperanza all’ordinanza del tribunale, ho firmato la versione riveduta del “Documento informativo sulle prenotazioni al Pentagono per i membri dei media”, con effetto immediato».

Il Pentagono “chiude” alla stampa: cosa cambierà

La nota prosegue enunciando la nuova politica del Dipartimento:

«Chiusura del Corridoio dei Corrispondenti. Valutando il livello di sicurezza del Dipartimento a seguito della revoca, da parte del tribunale, di ogni autorità di controllo di sicurezza, il Dipartimento ha stabilito che l’accesso non accompagnato al Pentagono non può essere mantenuto in modo responsabile senza la possibilità di verificare i rischi per la sicurezza dei titolari di accredito. Con effetto immediato, il Corridoio dei Corrispondenti è chiuso. Un nuovo e più ampio spazio di lavoro per la stampa sarà allestito in una struttura annessa al Pentagono, ma comunque all’interno del complesso del Pentagono, e sarà disponibile non appena pronto.

Accesso solo con scorta. Tutti gli accessi dei giornalisti al Pentagono richiederanno la scorta di personale autorizzato del Dipartimento. I titolari di accredito continueranno ad avere accesso al Pentagono per briefing stampa, conferenze stampa e interviste programmate e organizzate tramite gli uffici stampa.

Il Dipartimento rimane impegnato nella trasparenza e nella collaborazione con i giornalisti accreditati che si occupano del Dipartimento e delle forze armate statunitensi. Il Dipartimento è altrettanto impegnato nella sicurezza del Pentagono e nella protezione degli uomini e delle donne che vi lavorano. La politica rivista rispecchia entrambi gli impegni».

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth è avverso alla stampa

In molti hanno interpretato questa decisione come una reazione alla sentenza di un tribunale federale di Washington. Lo scorso venerdì, infatti, i giudici avevano stabilito che alcune restrizioni imposte dal Pentagono alla stampa fossero incostituzionali, poiché avrebbero violato il Primo emendamento della Costituzione, che tutela la libertà di espressione. Il caso, nello specifico, interessava una direttiva risalente a ottobre. Questa autorizzava il Dipartimento a revocare l’accredito a quei giornalisti in cerca di informazioni non autorizzate per la divulgazione, seppur non coperte dal segreto di Stato. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, in ogni caso, si è mostrato ostile nei confronti della stampa sin dal suo insediamento. Giusto qualche mese fa, aveva ritirato l’accredito a sette reporter del New York Times, poi reintegrati dal verdetto di venerdì.

Federica Checchia