Le tensioni politiche, soprattutto in vista delle elezioni parlamentari in Ungheria, continuano ad aumentare. Il Paese è stato già accusato di aver violato il principio di cooperazione sincera tra membri dell’Unione europea a seguito del voto applicato sul prestito destinato all’Ucraina. Recentemente è emerso che il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, dopo aver etichettato qualsivoglia affermazione in merito come «fake news», ha ammesso di aver avuto contatti regolari con il suo omologo russo, Sergej Lavrov.
I rapporti che l’Ungheria intrattiene con Lavrov suscitano «forte preoccupazione»
Il 23 marzo la Commissione europea ha espresso «forte preoccupazione» in merito alle notizie riportate sul Washington Post. Pare, infatti, che Péter Szijjártó approfittasse delle pause durante le riunioni dell’Ue per entrare in contatto con Sergej Lavrov e informarlo dei contenuti delle discussioni. Secondo una fonte anonima riportata sulla testata statunitense, «la Russia partecipa di fatto alle riunioni dell’Unione europea da anni». Un’accusa sollevata in più riprese e sempre additata come falsa dal ministro degli Esteri ungherese. Tuttavia, a seguito della conferma di tali rapporti la tensione si è amplificata. Una portavoce, Anitta Hipper, ha dichiarato che la Commissione ora attende ulteriori chiarimenti da parte dell’Ungheria. Inoltre, ha aggiunto che «un rapporto di fiducia tra gli stati membri, nonché tra questi ultimi e le istituzioni europee, è indispensabile per il buon funzionamento dell’Ue».
L’attuale presa di posizione dell’Ungheria, aggiunta alle dichiarazioni del primo ministro ungherese Viktor Orbán, non sembra migliorare soprattutto in vista delle elezioni che si terranno il 12 aprile. Quest’ultimo, infatti, ha denunciato un «grave attacco» contro il Paese tanto da affermare che ci siano state intercettazioni telefoniche nei confronti di Szijjártó. Ciononostante, la medesima accusa è stata avanzata senza fornire prova alcuna. Simultaneamente, una portavoce della diplomazia tedesca ha affermato: «Le discussioni interne all’Ue, comprese quelle tra i membri degli esteri, sono riservate». Mentre Donald Tusk, il primo ministro polacco, ha commentato su X l’articolo del Washington Post sostenendo che «non dovrebbe sorprendere nessuno». Secondo Tusk, infatti, si trattava di un fatto evidente a tutti.
L’andamento delle elezioni in Ungheria
Questa notizia, sommata all’imposizione dell’Ungheria di non voler sbloccare il prestito da 90 milioni da destinare all’Ucraina, rivela un quadro politico teso. Euronews riporta che l’attuale sfida per il partito Fidesz del Primo Ministro Viktor Orbán, contro il partito Tisza del leader dell’opposizione Péter Magyar, è in salita. Quest’ultimo risulta difatti in vantaggio nei sondaggio e le continue criticità del periodo potrebbero accentuare questo distacco.
Stefania Cirillo





