Dal principio del conflitto che vede opporsi Iran, Stati Uniti e Israele, Teheran ha iniziato a esigere un “pedaggio” da alcune delle navi commerciali che sperano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza subire attacchi. Bloomberg riporta che secondo alcune fonti interne al regime, rimaste anonime, la cifra imposta raggiunge i due milioni di dollari (circa 1,7 milioni di euro); la richiesta, tuttavia, non avviene in modo sistematico, e non si conoscono molti dettagli riguardo ai criteri di scelta o alla valuta usata.
I Guardiani della rivoluzione, il corpo militare più potente del Paese, legato al governo, stanno inoltre costringendo le imbarcazioni a deviare dalla rotta principale, facendole passare più vicino alla costa dell’Iran, tra le isole di Qeshm e Larak. Come riportano i calcoli del sito Lloyd’s List, dallo scorso venerdì, delle sedici navi che sono riuscite a passare lo stretto, dodici hanno dovuto optare per questa via alternativa; si tratta di una questione di sovranità, poiché il precedente percorso attraversava le acque dell’Oman, mentre questo solca le acque territoriali iraniane.
A dettar legge sullo Stretto di Hormuz è l’Iran, nonostante le parole di Trump
Nel frattempo, l’Iran ha dichiarato che le navi “non ostili” possono transitare nello Stretto di Hormuz, la cui chiusura sta provocando la più grande crisi energetica globale degli ultimi decenni. Martedì, la missione iraniana presso le Nazioni Unite ha affermato che le navi possono usufruire del “passaggio sicuro” attraverso lo stretto, “a condizione che non partecipino né sostengano atti di aggressione contro l’Iran e che rispettino pienamente le norme di sicurezza dichiarate”. Le imbarcazioni potranno attraversare lo stretto “in coordinamento con le autorità iraniane competenti”.
Il governo iraniano aveva precedentemente rilasciato un comunicato simile sullo stato dello stretto all’Organizzazione marittima internazionale (IMO), l’organismo delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza della navigazione internazionale. Teheran non ha specificato nelle dichiarazioni quali regolamenti le imbarcazioni debbano seguire per navigare in sicurezza nello stretto, attraverso il quale transita solitamente circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il messaggio del regime giunge mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a sostenere che siano in corso negoziati per porre fine alla guerra, nonostante le precedenti smentite dell’Iran.
Federica Checchia





