Agli occhi dei turisti sostare sull’isola caraibica di Bonaire appare come un sogno, un paradiso terreste dall’acqua cristallina. Per i suoi abitanti, invece, la vita su quelle spiagge chiare è diventata «mentalmente estenuante». Da tempo ormai, Bonarie (comune speciale dei Paesi Bassi), sta lottando contro i cambiamenti climatici: aumento delle temperature e piogge estreme sono solo gli effetti dei gas serra. Gli isolani, però, sono riusciti a vincere il primo passo per un cambiamento radicale.

Il cambiamento climatico esiste e intacca la vita degli abitanti di Bonarie

Il cambiamento climatico inevitabilmente ricade sulle spalle degli abitanti, intaccando inoltre la loro salute e rendendo difficoltoso l’accesso al cibo. Vi è da tener conto che anche le previsioni più prudenti indicano che entro il 2050 alcune zone dell’isola saranno sommerse. Un’aspettativa terrificante che ha costretto i residenti ad agire tempestivamente per non veder sparire la propria isola. Per questa ragione otto ricorrenti, insieme all’organizzazione Greenpeace, hanno portato a gennaio il governo olandese in tribunale chiedendo che gli abitanti fossero protetti dai cambiamenti climatici.

Il tribunale distrettuale dell’Aia ha stabilito, con una sentenza ampiamente a favore dei residenti, che il governo ha discriminato gli isolani di Bonarie. La decisione è stata motivata dalla mancata adozione di «misure tempestive e adeguate» che permettessero di proteggerli dall’aumento delle temperature e dall’innalzamento del livello del mare. Il tribunale ha ordinato al governo di stabilire, entro 18 mesi dalla sentenza, degli obiettivi giuridici vincolanti volti a ridurre l’emissione di gas serra. Jackie Bernabela, una delle principali ricorrenti, ha dichiarato a Euronews: «La sentenza a favore di Bonaire è una tappa fondamentale, è storica». Sottolinea, però, che «il vero cambiamento dipenderà da ciò che accadrà adesso». La vittoria in tribunale, infatti, si identifica come il primo passo per quelli che possono essere dei cambiamenti significativi e soprattutto a favore degli abitanti.

Una vittoria che può fare la differenza

Anche se Jackie resta ottimista, riconosce che i cambiamenti climatici sono già in atto e il tempo scorre velocemente. Gli effetti sono già visibili e influiscono direttamente sulle barriere coralline, le spiagge e i paesaggi. A testimoniare ciò vi è Onnie Emerenciana, agricoltore a Bonaire. Quest’ultimo ribadisce che non si tratta più di vivere in condizioni complesse, ma di sopravvivere. I cambiamenti climatici, infatti, rendono il suo lavoro quasi impraticabile. Tra problemi respiratori, temperature elevate e siccità ogni giorno diventa più ostico. È stato poi l’amore per la natura che la nonna di Onnie gli ha trasmesso a incentivarlo a unirsi alla causa di Greenpeace, soprattutto dopo aver visto con la sua «isola felice scomparire».

Tuttavia, nonostante la vittoria in tribunale gli abitanti non hanno intenzione di aspettare il cambiamento: vogliono prendervi parte attivamente. Per questa ragione, nella loro vita quotidiana, hanno iniziato a: piantare alberi, differenziare i rifiuti e individuare le zone dell’isola che potrebbero beneficiare di dighe per raccogliere l’acqua piovana. Sono gesti che, seppur minimi, posso fare la differenza. Anche se gli effetti dei cambiamenti climatici sono già visibili, è importante non voltare le spalle a un pianeta che collassa. Proprio come gli abitanti di Bonarie che non hanno intenzione di permettere che la loro isola affondi, soprattutto senza lottare.

Stefania Cirillo