L’ex direttore della Central Intelligence Agency (CIA), John Brennan, si è unito al coro di coloro che chiedono la rimozione di Donald Trump, non ritenendolo più idoneo a ricoprire il ruolo di presidente. Sostiene, infatti, che il 25° emendamento della Costituzione statunitense, relativo alla rimozione forzata dall’incarico, sia stato «scritto pensando a lui».
Brennan, che ha guidato l’agenzia durante la presidenza di Barack Obama, ha dichiarato sabato a MS Now che le recenti esternazioni di Trump riguardo alla distruzione della civiltà iraniana e il pericolo che queste rappresentano per tante vite giustificano la sua rimozione dalla Casa Bianca. «Questa persona è chiaramente squilibrata. Credo che il 25° emendamento sia stato scritto pensando a Donald Trump», ha affermato. Ha poi aggiunto che il tycoon sarebbe troppo inaffidabile per poter continuare a essere comandante in capo, considerando l’immensa potenza di fuoco a sua disposizione, incluso l’arsenale nucleare statunitense.
Cos’è il 25° emendamento invocato da John Brennan
Le parole dell’ex direttore lo hanno posto al centro del crescente dibattito sulla decisione del governo USA di dichiarare guerra all’Iran e sulle sue minacce sempre più gravi. Mentre Trump ha intensificato la sua retorica aggressiva e violenta, un numero crescente di Democratici ha risposto chiedendo l’invocazione del 25° emendamento. Tale disposizione, parte della Costituzione USA dal 1967, consente al vicepresidente e alla maggioranza del gabinetto di rimuovere il presidente, qualora questi sia “incapace di esercitare i poteri e i doveri della sua carica”. Secondo l’ultimo conteggio di NBC News, oltre settanta Dem al Congresso hanno chiesto l’applicazione dell’emendamento.
Le probabilità che ciò accada sono pressoché nulle, data la fedeltà incondizionata che il vicepresidente JD Vance e l’intero gabinetto continuano a dimostrare a Trump. Tuttavia, la preoccupazione per il suo linguaggio sempre più aggressivo e le minacce distopiche inizia a serpeggiare anche tra i Repubblicani.
Brennan è oggetto di un’inchiesta da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, che il presidente ha promosso contro i suoi presunti nemici. Sotto pressione della Casa Bianca, a luglio, il Dipartimento ha infatti avviato un’indagine penale nei confronti dell’ex capo della CIA e dell’ex direttore dell’FBI, James Comey. Due mesi dopo, ha incriminato Comey con due capi d’accusa per aver mentito al Congresso durante la sua testimonianza del 2020 sull’indagine relativa alle interferenze russe nelle elezioni. Un giudice ha poi archiviato il procedimento. A quanto pare, invece, l’indagine su Brennan è ancora in corso.
Federica Checchia





