La bagarre tra Bruce Springsteen e Donald Trump non sembra avere intenzione di spegnersi, anzi. A sferrare il colpo, questa volta, è stata la Casa Bianca, che ha provato a bollare The Boss come un perdente. La ragione del nuovo attacco è facilmente individuabile nell’ultimo singolo del cantautore, Streets of Minneapolis, apertamente critico nei confronti dell’ICE.

Nello specifico, la canzone denuncia l’omicidio a sangue freddo dei cittadini statunitensi Renée Nicole Good e Alex Pretti, entrambi trentasettenni, uccisi a colpi d’arma da fuoco a Minneapolis dagli agenti dell’organizzazione, durante la cosiddetta Operazione Metro Surge, che ha visto migliaia di pattuglie di frontiera e truppe federali invadere la città del Minnesota.

Il comunicato della Casa Bianca contro Bruce Springsteen

La Casa Bianca aveva già espresso il suo parere in merito al brano, definendo questo (e il suo autore) “irrilevante”. Ora, dopo la notizia che Bruce Springsteen e la E Street Band torneranno in tournée in America con il tour Land of Hope and Dreams, l’amministrazione Trump ha deciso di dire la sua ancora una volta.

“Quando questo perdente di Springsteen tornerà a casa, nella sua Città delle Rovine, si renderà conto che i suoi Giorni di Gloria sono alle spalle e che i suoi fan lo hanno abbandonato, lasciandolo in una situazione di congelamento sulla Decima Strada perché ha un grave caso di sindrome da disturbo da Trump che gli ha fatto marcire il cervello”, si legge nel messaggio del direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, rilasciato a Politico. Non resta che aspettare la replica del rocker che, ormai lo sappiamo bene, non ha di certo paura di esporsi in prima linea.

Federica Checchia