Tutto inizia nel lontano 1957 a Liverpool, quando John Lennon e Paul McCartney si conoscono e decidono di formare i Quarrymen. Nel giro di poco tempo si aggiungono anche Pete Best, George Harrison e Stuart Sutcliffe e, nel 1960, nascono ufficialmente i Beatles. Per circa tre mesi, suonano nei club di Amburgo, esperienza che li aiuta particolarmente a capire l’approccio necessario per suonare dal vivo, oltre che per far conoscere la loro musica, per l’epoca, rivoluzionaria.
Beatles, nascita di una band all’avanguardia
Nel 1961 e nel 1962 avvengono due piccoli cambi: Stuart Sutcliffe lascia la band e Ringo Starr entra nel gruppo, andando a sostituire il collega Pete Best. Da qui il gruppo assume la formazione definitiva con cui, un anno dopo, verrà conosciuto in tutto il mondo con un successo planetario mai verificatosi prima. Folle di giovanissimi li acclama in ogni angolo del mondo, salgono rapidamente in cima alle vette delle classifiche e le loro canzoni entrano nei cuori e nelle case di tutti quei giovani che non aspettano altro che una ventata d’aria fresca che spazzi via tutto ciò che la società e il modo di vivere dei propri genitori, ormai per certi versi antiquato e obsoleto, rappresenta, introducendo, di conseguenza, speranza e una nuova visione del mondo che ormai è in totale subbuglio.
I Beatles, infatti, si vanno ad inserire in uno spazio perfetto in cui il vecchio mondo, come lo si è conosciuto fino a quel momento, sta definitivamente crollando per fare spazio al nuovo e ad un approccio più aperto, inclusivo, rivoluzionario e moderno. O almeno questo è ciò che sembra. La rivoluzione che hanno iniziato, chiaramente, coinvolge soprattutto il mondo musicale, poiché aprono la strada a nuove sperimentazioni, facendo da apripista a tutta la musica contemporanea e creando nuovi generi, quali il pop – rock, o fondendo stili come il rock’n’ roll e il blues e gettando le basi per la musica psichedelica, il folk – rock e il baroque pop.
Molti sono gli eventi che nella carriera del gruppo anglosassone segnano una svolta epocale sia per la loro arte, sia per il panorama musicale internazionale. Basti pensare all’esibizione al Sunday Night at The London Palladium, con cui scoppia la “Beatlesmania”, o ancora l’uscita di brani come “Love Me Do”, con cui iniziano la scalata verso il successo, o “Yellow Submarine”, pietra miliare della loro era psichedelica che dà il via a tutte le innovazioni musicali future, o album come “Rubber Soul”, che rappresenta il loro cambio di rotta artistica verso rielaborazioni musicali più all’avanguardia, o “Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, il quale riformula il modo di registrare la musica.
Insomma, ogni loro lavoro ed esibizione aggiunge qualcosa di moderno e attuale, creando nuovi orizzonti che cambiano per sempre il mondo dalle fondamenta. È grazie a loro, infatti, che tutti i grandi che oggi conosciamo trovano terreno fertile per la propria musica, potendo apportare un piccolo o grande contributo alla rivoluzione che sta avvenendo. Infine, il 26 ottobre 1965, vengono dichiarati Baronetti dalla Regina Elisabetta II, come riconoscimento per il loro grande impegno nel portare in tutto il mondo la cultura inglese.
Beatles: dallo scioglimento alla carriera solista dei quattro di Liverpool
Il 10 aprile 1970 Paul McCartney annuncia ufficialmente lo scioglimento dei Beatles. I motivi della rottura sono diversi, tra cui incompatibilità sulla gestione dei soldi, tensioni tra i membri, la morte del loro manager, Brian Epstein, la costante presenza di Yoko Ono, compagna di Lennon, che crea parecchi dissapori durante le registrazioni e la volontà di intraprendere la carriera da solisti. Questa notizia sconvolge tutti ed è un vero e proprio trauma sia per i milioni di fans che li osanna, sia per il mercato musicale, poiché rappresenta la chiusura di una grande epoca che ha rivoluzionato e ridato vita alla musica.
John Lennon
Indubbiamente la carriera solista di John Lennon è caratterizzata da due tematiche principali, il sodalizio con la compagna Yoko Ono e le battaglie sociali per i diritti umani. Decollata ufficialmente nel 1971 con l’album “Imagine”, dopo un anno contraddistinto da alcuni singoli sperimentali volti alla diffusione della pace nel mondo, come “Give Peace a Chance”, si dedica con tutto sé stesso alle battaglie più disparate attraverso la sua musica, diventando un artista rock a tutto tondo.
Le sue canzoni diventano inni alla pace nel mondo, all’uguaglianza, all’empatia e all’amore universale. Lo stesso brano “Imagine”, tratto dall’omonimo album, invita alla fratellanza, all’eliminazione delle proprietà private e di tutte le barriere, come quella religiosa, che non fanno altro che dividere anziché unire.
Tutta la sua produzione discografica, infatti, mostra un animo gentile e attento ai più deboli, a chi non è visto dal mondo e a tutto ciò che di sbagliato e orrido ci circonda e che dovrebbe, e potrebbe, essere cambiato da tutti noi se ci unissimo attraverso strumenti come, appunto, l’empatia, l’amore e la coscienza. Nel 1975, quando nasce il figlio e allo scadere del contratto con la casa discografica Emi, decide di prendere una pausa dalla musica per diventare, come afferma lui stesso, “househusband” (casalingo).
Dopo cinque anni in cui si è totalmente allontanato dai riflettori per condurre una vita tranquilla e dedicarsi alla famiglia, nel 1980 ritorna sulla scena con l’album “Double Fantasy”. Purtroppo, però, la sua vita si spezza troppo presto, morendo per mano di un certo Mark David Chapman, un giovane venticinquenne in cerca di notorietà, con cinque colpi di pistola l’8 dicembre 1980.
Paul McCartney
Contestualmente allo scioglimento dei Beatles, Paul McCartney pubblica il suo primo album solista dal titolo “McCartney”, seguito, un anno dopo, dalla formazione dei Wings, con cui ottiene un ottimo successo nel decennio tra gli anni Settanta ed Ottanta. Nel tempo collabora con grandi artisti del calibro di Steve Wonder e Michael Jackson e la sua musica è orientata verso suoni più sperimentali, oltre che pop – rock, dimostrando una grande versatilità.
L’album “Ram”, uscito nel 1971, rappresenta una svolta decisiva per il suo percorso lavorativo, in quanto può essere considerato un’opera d’arte musicale del genere pop – rock, equiparato, come livello e genialità, ai lavori del collega John Lennon. Anche le sue esibizioni dal vivo spesso sono ricordate come uniche e di alto livello, lasciando il segno nello spettatore, come quella avvenuta al Live Aid di Bob Geldof.
Ancora oggi, all’età di ottantatré anni, l’artista anglosassone sembra inarrestabile, continuando a fare musica senza sosta. Il 29 maggio, perlappunto, si aspetta il suo nuovo disco dal titolo “The Boys of Dungeon Lane”, che sarà un viaggio tra le memorie della gioventù trascorsa a Liverpool e con riferimenti anche a Lennon ad Harrison.
Ringo Starr e George Harrison
Anche Ringo Starr e George Harrison si dedicano alla propria professione con passione e dedizione, non abbandonando, quindi, la carriera musicale ma ottenendo anch’essi un ottimo successo.
George Harrison nel 1970, subito dopo lo scioglimento dei Beatles, pubblica l’album “All Thing Must Pass”, ottenendo un trionfo planetario con ottimi consensi anche da parte della critica. Un anno dopo avvia dei concerti di beneficenza, probabilmente tra i primi della storia della musica rock, insieme a Ravi Shankar, grande maestro del sitar, ottenendo un grandissimo boom.
Inoltre, nel 1988 fonda il gruppo Traveling Wilburys insieme a Jeff Lynne, Roy Orbison, Tom Petty e Bob Dylan, sfornando numerosi capolavori tra cui “Handle With Care”. Perdipiù, crea anche una casa di produzione cinematografica chiamata HandMade Film con cui realizza diversi cult tra cui “Brian di Nazareth”. Dopo oltre quarant’anni di onorata carriera e numerose collaborazioni e traguardi raggiunti, il 29 novembre 2001 Harrison ci lascia a causa di un tumore ai polmoni.
Infine, Ringo Starr continua tutt’oggi a produrre diversi singoli e album, con l’ultimo disco in uscita proprio il 24 aprile 2026, dal titolo “Long Long Road”, il quale racchiude parecchie collaborazioni, tra cui quelle con Molly Tuttle e Strings. La sua carriera è caratterizzata da vari trionfi, raggiungendo uno dei picchi massimi con il cd intitolato “Ringo”, del 1973, in cui collaborano anche gli ex membri della band di cui ha fatto parte. Negli anni crea anch’egli un altro gruppo, chiamato All – Starr band, con il quale realizza svariati tour mondiali. Tra i diversi riconoscimenti che ottiene vi è il Rock and Roll Hall of Fame, in cui entra a farne parte come solista nel 2015.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





