Adesso che l’Ungheria ha rimosso il veto sul prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina e che è stato approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, cosa manca? L’ammissione dell’Ucraina all’Unione europea. È anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a ribadirlo: il Paese necessita di un’adesione piena e non solo simbolica all’UE.

Zelensky sottolinea: «Ci serve un’adesione piena all’UE, non solo simbolica»

Zelensky, comunicando con i giornalisti, ha affermato: «L’Ucraina si sta difendendo e sta sicuramente difendendo l’Europa. E non sta difendendo l’Europa in modo simbolico, la gente sta morendo davvero». Oltre a ciò, ha ribadito che il Paese sta simultaneamente proteggendo «valori europei condivisi», pertanto merita la piena adesione al blocco di 27 Stati membri. In ragione di ciò, il presidente ucraino ha anche ammesso che attualmente sono i corso discussioni in merito a «vari possibili formati di adesione dell’Ucraina».

La richiesta di adesione, tuttavia, non è recente ed è ormai in stallo dal 2024. L’Ungheria in quell’occasione, dopo aver assunto la presidenza semestrale del Consiglio dell’UE, ha affermato che non aperto ad alcun negoziato. Difatti, il primo ministro ungherese uscente, Viktor Orbán, ha continuato a bloccare i cluster negoziali (raggruppamenti tematici per strutturare i negoziati di adesione dei paesi candidati). Una condizione che tuttavia potrebbe cambiare a seguito della sconfitta recente alle urne di Orbán.

Alcuni leader europei mettono in guardia su un possibile processo «accelerato»

Adesso che il prestito all’Ucraina è passato ed è stato approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’UE compie «due passi molto importanti per raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina», afferma il presidente del Consiglio europeo António Costa. Ora, però, è necessario compiere il passo successivo, cioè aprire il «primo gruppo di negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea».

Tuttavia niente fretta, ribadiscono alcuni leader europei, affermando che non deve essere applicata alcuna scorciatoia per un processo «accelerato» per l’adesione dell’Ucraina. Luc Frieden, il primo ministro del Lussemburgo, ribadisce che l’Ucraina deve rispettare tutte le condizioni di adesione al blocco, pur appartenendo già «alla famiglia dell’UE».

Taras Kachka, il vice primo ministro ucraino, sottolinea che Kiev non ha interessa a bruciare le tappe. Ciononostante, pur rispettando tutte le regole del caso, si augura che l’integrazione europea ed euro-atlantica avvenga senza ulteriori ritardi. «Spero che quest’anno sentiremo che alcuni capitoli possono essere trattati come chiusi. Questo porta anche alla possibilità di parlare l’anno prossimo di un’ampia integrazione nel mercato interno», afferma Kachka.

Stefania Cirillo