Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto l’accordo per un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca e, soprattutto, per sbloccare un prestito da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. L’intesa arriva dopo che Kiev ha ripreso a pompare petrolio russo verso l’Ungheria e la Slovacchia, spingendo così Budapest a revocare il veto imposto in precedenza.
Cipro, che detiene il turno di presidenza, ha reso noto come gli ambasciatori degli Paesi membri abbiano concordato di avviare “procedure scritte” per l’approvazione definitiva del piano. La firma formale di entrambe le misure è prevista entro giovedì pomeriggio.
Il problema dell’oleodotto Druzhba e il veto di Orbán
L’UE, a dire il vero, aveva approvato il prestito già a dicembre. A marzo, tuttavia, il primo ministro ungherese uscente, Viktor Orbán, aveva posto un veto -con il sostegno della Slovacchia- a causa di una disputa con Kiev su un oleodotto danneggiato. Il premier, sconfitto da Péter Magyar alle elezioni del 12 aprile, aveva accusato l’Ucraina di aver ritardato deliberatamente le riparazioni dell’oleodotto Druzhba. Una delle sue principali funzioni è trasportare petrolio verso l’Ungheria e la Slovacchia, entrambe fortemente dipendenti dalle forniture russe.
Secondo Kiev, l’oleodotto, con una capacità di 1,2-1,4 milioni di barili al giorno, che lo rende una delle infrastrutture più controverse d’Europa dal punto di vista politico, era stato gravemente danneggiato dagli attacchi dei droni russi.
Ieri pomeriggio, tuttavia, la compagnia petrolifera ungherese MOL ha comunicato di aver ricevuto informazioni dall’operatore ucraino di Druzhba riguardo all’arrivo di petrolio greggio attraverso l’oleodotto dalla Bielorussia, previsto “al più tardi in Ungheria e Slovacchia entro domani”. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha accolto con favore la notizia, definendola “il segnale giusto nelle circostanze attuali”. Ha poi sottolineato quanto sia “il sostegno all’Ucraina sia la pressione sulla Russia” siano necessari affinché Putin ponga fine alla guerra.
Come funzionerà il prestito dell’UE all’Ucraina
L’UE fornirà all’Ucraina due prestiti senza interessi di 45 miliardi di euro ciascuno nel 2026 e nel 2027, di cui 28 miliardi di euro destinati alle spese militari e 17 miliardi di euro alle esigenze generali di bilancio. Il denaro verrà preso in prestito sui mercati dei capitali con garanzia del bilancio dell’UE. Gli economisti hanno affermato che, senza il sostegno economico europeo, Kiev potrebbe iniziare ad avere problemi di liquidità entro giugno. Il commissario economico del blocco, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato martedì che la prima erogazione avverrà probabilmente alla fine di maggio o all’inizio di giugno.
Non è previsto che l’Ucraina rimborsi il denaro con fondi propri; il capitale sarà dovuto solo quando la Russia inizierà a pagare le riparazioni di guerra al termine del conflitto, potenzialmente utilizzando i circa 210 miliardi di euro di attività della sua banca centrale congelate nell’Unione.
Federica Checchia





