La propaganda in Russia è capillare e sempre più radicata. Sebbene sia già una colonna portante dell’istruzione, la sua influenza è in continua espansione. Negli ultimi anni il sistema educativo ha subito una trasformazione sostanziale, soprattutto dall’invasione su larga scala dell’Ucraina. L’obiettivo è apparso chiaro fin dal principio: mostrate una solo prospettiva e renderla assoluta. Ad oggi la popolazione non subisce solo una drastica limitazione dell’informazione, ma vede coinvolte le generazioni in fase di sviluppo. Per uno Stato che ha l’obiettivo di mostrare esclusivamente la propria visione degli eventi, è necessario insinuarsi in un contesto in cui le menti sono ancora plasmabili e influenzabili. In questo scenario, si inseriscono ulteriori estensioni delle note «Conversazioni sulle cose importanti».

Altro cambiamento per l’istruzione in Russia: introdotte lezioni sul patriottismo

Prima di annunciare gli sviluppi in ambito scolastico, la vice capo del ministero dell’Istruzione, Olga Koludarova, aveva fornito delucidazioni sulle nuove lezioni riguardo i “Buoni Giochi”. A questo quadro si aggiunge quanto annunciato dal ministro dell’Istruzione, Sergei Kravtsov, il 30 aprile. Oltre alle attività ricreative destinate ai bambini dai 3 ai 7 anni, le autorità introdurranno una nuova materia per i ragazzi di 11, 12 e 13 anni: Cultura spirituale e morale della Russia. L’obiettivo, come spiega il ministro, è di «formare negli adolescenti una visione del mondo basata sui valori tradizionali russi». Per consentire questa integrazione è stata annunciata una riduzione delle lingue straniere, a favore dello studio su «patriottismo, cittadinanza, fede in Dio, servizio alla madrepatria e responsabilità personale per il futuro del Paese».

Nell’ordinanza del ministro dell’Istruzione di legge: «La comprensione del loro esempio promuoverà la conoscenza di sé degli studenti e la determinazione consapevole dei loro orientamenti di valore, confrontando la propria posizione morale con gli ideali e gli esempi storici di servizio alla Patria». L’intenzione, infatti, è di introdurre la vita di «eccezionali figure statali e pubbliche» affinché i ragazzi possano conoscere gli esempi considerati rilevanti per Mosca. Nelle classi quinta, sesta e settima, gli insegnanti dovranno spiegare la storia dei personaggi di spicco nella cultura e nella comunità scientifica, oltre che agli attori della guerra contro l’Ucraina. In Russia, da settembre 2026, l’istruzione assumerà un valore differente. Non è più solo insegnamento, è sfruttare un luogo di formazione per intensificare ulteriormente la propaganda.

Stefania Cirillo