Il rapporto tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro slovacco Robert Fico ha subito delle oscillazioni, soprattutto negli ultimi mesi. Prima che si svolgessero le elezioni in Ungheria, Fico aveva mostrato piena solidarietà all’attuale primo ministro ungherese uscente, Viktor Orbán. Seppur con un approccio differente, l’intenzione era chiara: fare fronte comune per il veto al prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. Adesso Orbán ha lasciato il posto Péter Magyar, il veto è stato rimosso e l’oleodotto Druzhba è stato riparato, sembra che all’orizzonte ci siano diversi cambiamenti.

Colloquio telefonico tra Zelensky e Fico: qualcosa sta cambiando?

È stato Zelensky a riferire del colloquio telefonico avvenuto con Fico e della posizione che quest’ultimo ha intenzione di adottare. Pare, infatti, che il premier slovacco abbia la volontà di schierarsi a favore dell’Ucraina sull’adesione all’Unione europea. «Vogliamo relazioni solide tra i nostri Paesi e su questo siamo entrambi interessati», afferma il presidente ucraino in un comunicato. «È stato importante sentire che la Slovacchia sostiene l’adesione dell’Ucraina all’Ue ed è pronta a condividere la propria esperienza sul processo di adesione». Oltre a ciò, i due si sono reciprocamente invitati per potersi incontrare, ricevendo risposte affermative da ambo le parti. Il primo incontro, come ha riferito Robert Fico, avverrà lunedì al vertice della Comunità Politica europea a Yerevan, in Armenia.

Dal primo ministro slovacco non sono giunti dettagli in merito alle questioni discusse. Il punto nevralgico però resta lo stesso: fare in modo che l’Ucraina possa aderire all’UE. Anche se Fico e Zelensky non sono pienamente d’accordo su alcune questioni politiche, la Slovacchia vuole che l’Ucraina possa essere un Paese stabile e democratico. In aggiunta, il desiderio avanzato è di poter stabilire e consolidare rapporti di amicizia tra i due Paesi. È possibile, quindi, che l’attuale politica di Fico percepita come prudente, ma non completamente ostile nei confronti dell’Ucraina, possa subire delle variazioni.

Stefania Cirillo