Ieri sera, Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra radicale La France Insoumise (LFI), ha annunciato che si candiderà alle elezioni presidenziali francesi del 2027. Lo ha confermato durante il telegiornale delle venti dell’emittente TF1, dopo l’approvazione del consiglio composto dai novanta membri del gruppo parlamentare del partito e dai sindaci eletti con LFI.
«Sono un candidato. È il contesto e l’urgenza che hanno dettato la decisione di La France Insoumise. Per noi è semplice: c’è una squadra, un programma e un solo candidato», ha dichiarato, sostenendo l’importanza dell’esperienza di fronte alle nuove sfide. «Stiamo entrando in un periodo molto turbolento della storia mondiale. Siamo minacciati da una guerra diffusa, da drammatici cambiamenti climatici e, in più, da una crisi economica».
Melenchon ha settantaquattro anni, ed è attivo in politica dalla metà degli anni Settanta, prima come membro del Parlamento sotto François Mitterrand e, poi, come ministro sotto Lionel Jospin. Si è già candidato alle presidenziali altre tre volte: nel 2012 con il Parti de gauche, e con LFI nel 2017 e nel 2022. Nel 2021 era arrivato terzo dietro Marine Le Pen del Rassamblement National ed Emmanuel Macron.
La France Insoumise, il partito euroscettico e filopalestinese fondato da Jean-Luc Mélenchon
La France Insoumise sostiene l’ampliamento dello stato sociale e della redistribuzione della ricchezza, attraverso un aumento delle tasse per le fasce più ricche della popolazione. Il partito è, inoltre, molto contrario al capitalismo, ed è favorevole all’immigrazione. Per quanto riguarda la politica estera, ha posizioni euroscettiche, decisamente filopalestinesi e critiche verso la NATO. Pur condannando principalmente la Russia, infatti, lo stesso Mélenchon ha sempre parzialmente incolpato l’istituzione per l’invasione dell’Ucraina.
Lo scorso febbraio, LFI è stato categorizzato come appartenente all’estrema sinistra.; prima di allora, rientrava formalmente nella sinistra tradizionale, insieme al Partito Socialista e ad altri. La classificazione, assegnata dal ministero dell’Interno, è piuttosto significativa, e lo equipara, in qualche modo, al Rassemblement National (RN), già da tre anni indicato come un partito di estrema destra.
Durante il suo intervento al telegiornale, Mélenchon ha indicato proprio il Rassemblement National come suo «principale avversario», affermando al contempo di essere in grado di sconfiggerlo «senza problemi». Queste le sue parole: «Sono il principale avversario perché sembra che vinceranno. Onestamente, non ci credo. Non so nemmeno se arriveranno al secondo turno. Penso che li batteremo sonoramente».
Federica Checchia





