L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Emmanuel Macron: la Francia reintrodurrà il servizio militare nazionale volontario. La decisione appare in linea con le scelte di altri Paesi europei, che si stanno riarmando e stanno rinforzando i propri eserciti sin dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nel febbraio 2022.
Il nuovo servizio militare inizierà dalla prossima estate e sarà aperto a tutti i cittadini francesi di diciotto anni, sia uomini che donne. La leva avrà una durata di dieci mesi e si svolgerà solo sul territorio francese continentale. Secondo la stampa locale, i cadetti dovrebbero ricevere tra i novecento e i mille euro al mese.
Francia, la maggioranza politica sostiene il servizio militare volontario
Attualmente, l’esercito francese -tra forze di terra, aeronautica e marina- è composto da circa duecentoquarantamila persone e trentottomila riservisti, che possono essere convocati in caso di crisi. Il nuovo servizio andrà a sostituire il Servizio nazionale universale (SNU), creato da Macron nel 2017, durante il suo primo mandato. Il governo conta di chiamare in servizio almeno tremila unità il primo anno, fino ad arrivare a cinquantamila tra dieci anni.
La decisione ha raccolto il consenso della maggioranza dei partiti, ed è sostenuta soprattutto dal Rassemblement National. Per Jordan Bardella, leader del movimento di estrema destra, l’abolizione del servizio obbligatorio nel 1997 voluta da Jacques Chirac è stata una scelta sbagliata, e si è detto soddisfatto della reintroduzione. Anche il Partito Socialista appare favorevole; prima ancora dell’annuncio di Macron, Olivier Faure aveva commentato: «far credere che sia un’intera nazione a mettersi al servizio della propria difesa è un elemento di deterrenza e, in quanto tale, è un elemento importante». I cittadini francesi sembrano essere d’accordo con la novità, e nei sondaggi la maggior parte di essi si è mostrata felice del ritorno di una forma di servizio militare.
Federica Checchia





