Jack Antonoff è un nome ed una garanzia allo stesso tempo. Antonoff è un musicista, produttore musicale e autore. E la sua arte ha pienamente ridefinito la musica pop, creando un nuovo sound che ha consacrato alcuni artisti allo star system. Come ci è riuscito? 

L’infanzia e l’amore per la musica 

Antonoff nasce in una famiglia ebraica nel 1984 a Bergenfield, nello stato del New Jersey e, come dichiara in un’intervista alla BBC, cresce “in una famiglia normale borghese”, dove si gioca a baseball e si suona la chitarra. Poi, purtroppo, la sorella è travolta da un cancro al cervello che la porta via all’età di 13 anni. Un momento di svolta, quello, per il produttore. Per superare il lutto e il periodo così faticoso dal punto di vista emotivo per la sua famiglia, Jack, a 18 anni, inizia a scrivere. L’ansia e la depressione diventano i migliori amici della tarda adolescenza e solo la scrittura e la musica sembrano aiutare a combatterli.  Antonoff mette su una cover band con dei compagni di scuola, ma poi sente l’esigenza di scrivere canzoni originali. “Io ho sempre avuto bisogno della musica”, dirà alla BBC. Tale affermazione, fa comprendere come l’artista non solo sia legato alla musica, ma la comprenda nelle sue più complesse sfaccettature. 

Essere parte di un gruppo

La grande capacità artistiche di Antonoff lo portano ben presto ad affermarsi oltre i confini del suo stato, fino ad incontrare altri musicisti, con cui decide di mettere su una band. I Fun, nascono proprio nel 2008 e nel 2013 Antonoff co produce e scrive il singolo We Are Young. La canzone vince il Grammy come Canzone dell’Anno e diventa una hit, una prima delle tante che il produttore metterà poi a segno. Ma Antonoff ama così tanto la musica, da volersi cimentare non solo nel pop, ma anche in altri generi. Dunque nel 2014 forma i Bleachers, band di carattere pop e rock degli anni ‘80. Sotto questo nome, produce, scrive e canta live singoli e album importanti. Fra le diverse produzioni ricordiamo I Wanna Get Better (2014), anthem electropop di una generazione confusa e malinconia che diventa adulta; Keeping a Secret (2018), parte della colonna sonora del film d’amore Love, Simon, un inno a fare pace con sé stessi e con le emozioni che ci governano, dove la produzione di Antonoff è nitida più che mai; How Dare You Want More (2024), che unendo il jazz, funk e il country, è proprio uno schiaffo all’ansia e alla avarizia tipica degli umani. 

Jack Antonoff fotografato nel suo studio nel 2023.

Popstar si nasce, non si diventa 

Questo è stato il background che porta poi Antonoff a produrre per le grandi popstar del momento. Si deve nominare immediatamente la collaborazione con Taylor Swift. Per lei il musicista ha creato alcuni dei singoli più famosi e anche qui, la sua firma è chiara. Partendo dall’album più recente, The Tortured Poets Departement del 2024. L’intero lavoro è figlio delle sonorità pop che Antonoff conosce e studia da sempre. E tali doti, unite alla penna della Swift hanno creato un capolavoro. E menzioni d’onore all’album Midnights del 2022, dove uno dei singoli, Lavander Haze, è diventato subito virale. Anche gli album Folkore, Evermore, Lover e Reputation contengono produzioni di Antonoff, proprio in linea con la grande intesa con la cantante idolo dei fan. L’inizio della joint venture con la Swift risale però al 2016, anno di 1989. Le tracce Out of the Woods, I Wish I Would e You Are In Love, sono quello che Antonoff sa fare meglio. Amore, malinconia, ricerca di sé stessi in coppia, a lavoro e nel privato. 

Un fil rouge che attraversa il pop contemporaneo 

Il nome di Antonoff è legato anche ad altri artisti famosi come  Lana Del Rey e Billie Eilish. Per la prima, ha prodotto l’intero album cult Norman Fucking Rockwell! (2019), dove il suo tocco si è manifestato nelle atmosfere vintage, capaci di trasformare la malinconia in un’opera d’arte che ricorda quasi il cinema. Per la seconda, sebbene il produttore principale della Eilish resti il fratello Finneas, Antonoff è riuscito a creare quel sound pop simile al sussurro, intimo e senza sovrastrutture, che ha spianato la strada al successo di Billie, innalzandola ad icona del genere “asmr”, come lo chiama la Gen Z. Ciò per indicare anche il modo in cui Antonoff è capace di cucire su ogni musicista diverso una produzione adatta, che giochi tra le melodie giuste e la vocalità originale di ogni artista. 

Rischio overdose d’amore 

Antonoff grazie alla musica ha detto di aver riscoperto la gioia e di non vergognarsi più di tale sentimento, a dispetto di ciò che pensava anni fa. Le sue doti artistiche come musicista e produttore sottolineano una conoscenza intensa e approfondita dei sounds amati dal pubblico. Nell’industria discografica, e non solo, si deve fare però attenzione. Poiché Antonoff è ovunque, sia la critica che una parte di pubblico, a volte rischiano di andare in overdose. Ciò significa che il suo tocco è tanto amato, quanto diffuso e ciò potrebbe portargli dei danni. Come reagirà il cantante ad un mondo musicale dove i gusti e le regole evolvono così velocemente? Non ci resta che scoprirlo nel nuovo album dei Bleacherseveryone for ten minutes, in uscita il 22 maggio 2026.

Layla Perroni

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