L’epidemia di Ebola che sta colpendo alcune zone della Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, riferisce l’OMS, è a tutti gli effetti un’emergenza sanitaria globale. Il personale sanitario indica circa 400 casi sospetti, aumentano a 100 i decessi individuati attualmente. Malgrado il rischio per i cittadini americani rimanga basso, gli Stati Uniti hanno ugualmente scelto di intensificare i controlli per bloccare l’eventuale diffusione dell’Ebola.

Controlli intensificati per prevenire la diffusione dell’Ebola

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense ha annunciato quelle che saranno le misure necessarie per la prevenzione. I provvedimenti comprendono in particolar modo lo screening dei viaggiatori provenienti via aerea dalle zone colpite dall’epidemia. Tuttavia, anche coloro che non possiedono un passaporto non statunitense, ma hanno viaggiato nel Sud Sudan, in Uganda e nel Congo negli ultimi 21 giorni saranno sottoposti a restrizioni di ingresso. In aggiunta, l’ambasciata statunitense collocata a Kampala, capitale del Congo, ha annunciato che il rilascio dei visti sarà temporaneamente sospeso.

L’agenzia sanitaria ha affermato che il rischio per la popolazione statunitense è basso, ma sarà necessario valutare altresì l’evoluzione dell’epidemia adottando misure adeguate all’occorrenza. Inoltre, non appena emergeranno ulteriori informazioni, le autorità adegueranno di conseguenza le misure di salute pubblica. Il presidente statunitense Donald Trump, pur rivelando preoccupazione per l’epidemia di Ebola, sostiene «che al momento sia circoscritta all’Africa». Gli Stati Uniti hanno esteso i controlli dopo che un cittadino americano ha contratto il virus per motivi di lavoro. Il responsabile del virus dell’OMS, Satish Pillai, ha dichiarato: «La persona ha sviluppato i sintomi durante il fine settimana ed è risultata positiva al test domenica sera».

Al momento altre sei persone sono in fase di evacuazione affinché possano essere sottoposte al monitoraggio sanitario. Il Dipartimento americano ha dichiarato: «Entro 48 ore, il Dipartimento ha attivato un piano di risposta e ha mobilitato un primo stanziamento di 13 milioni di dollari in aiuti esteri per le attività di risposta immediate». «Questi fondi rafforzano la risposta di ciascun Paese, supportando la sorveglianza, la capacità di laboratorio, la comunicazione del rischio, le sepolture sicure, i controlli all’ingresso e all’uscita e la gestione clinica dei casi», si legge ancora. Nel frattempo il Centro europeo (ECDC) ha annunciato l’invio di esperti in Africa per supportare tempestivamente l’epidemia di Ebola.

Stefania Cirillo