Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato la creazione di un fondo da 1,8 miliardi di dollari volto a risarcire coloro che, secondo Donald Trump, sarebbero stati perseguitati dall’amministrazione di Joe Biden. A gestire il progetto, definito “anti-weaponization” sarà una commissione composta da cinque membri; il presidente avrà il potere di licenziarli. L’iniziativa prenderà in carico le richieste di risarcimento fino al 15 dicembre 2028, un mese prima del termine del secondo mandato deltycoon.
Nel presentare la creazione del fondo, il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha sottolineato il fatto che «l’apparato governativo non dovrebbe mai essere trasformato in un’arma contro alcun cittadino americano». «È intenzione di questo Dipartimento porre rimedio ai torti commessi in passato, garantendo al contempo che ciò non accada mai più», ha aggiunto. Tra i probabili beneficiari, sembra, potrebbero rientrare anche le oltre 1600 persone a processo per l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, che hanno già goduto della grazia di Trump.
Il nuovo fondo voluto da Trump scatena le critiche dei Democratici
La notizia è arrivata poco dopo il ritiro, da parte di Trump, di una causa contro l’Internal Revenue Service, ovvero l’agenzia delle entrate statunitense. Il presidente chiedeva un risarcimento di 10 miliardi di dollari per la presunta divulgazione non autorizzata delle sue informazioni fiscali, nell’ambito di una fuga di notizie sulle sue dichiarazioni dei redditi nel 2019 e nel 2020. L’accusa sosteneva che l’IRS non avesse adottato tutte le «precauzioni obbligatorie» che avrebbero impedito all’ex collaboratore Charles Littlejohn di inviare i documenti a «organi di stampa di sinistra», tra i quali ProPublica e il New York Times.
L’idea, come prevedibile, ha scatenato feroci critiche da parte delle opposizioni. I Democratici hanno descritto il fondo come un modo per dirottare i soldi dei contribuenti statunitensi verso i sostenitori e le persone vicine al presidente. Quasi cento deputati hanno già firmato un documento per spingere un giudice a bloccare ciò che hanno definito come «una risoluzione senza precedenti che arricchirebbe ingiustamente persone vicine al presidente con denaro dei contribuenti e aprirebbe la strada a infondate rivendicazioni di persecuzione politica».
Dall’inizio del suo secondo mandato, del resto, Trump si è spesso servito del Dipartimento di Giustizia per “punire” i suoi avversari, primi fra tutti l’ex capo dell’FBI James Comey e quello della CIA, John Brennan, entrambi sotto indagine. Non sorprenderebbe, dunque, se ancora una volta il presidente avesse intenzione di servirsi del governo per delle faccende strettamente personali.
Federica Checchia





