Israele ha nuovamente bombardato il sud del Libano, uccidendo sei operatori sanitari, un bambino e altre tre persone, come riferisce il ministero della Salute. Il primo attacco è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, nella città di Hanaway, ed è costato la vita a quattro dipendenti della Islamic Health Association. Il secondo, invece, ha avuto luogo venerdì mattina nel centro di Deir Qanoun En-Nahr; nel raid sono morti due operatori sanitari della Al-Rissala Scouts Association, un bimbo siriano e altri due civili.
La Islamic Health Association è un’organizzazione civile associata a Hezbollah, che offre assistenza sanitaria d’emergenza. La Al-Rissala Scouts Association, invece, è legata al partito sciita Amal, e si occupa di assistere la popolazione di proteggere i civili. Venerdì, l’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per due aree della città costiera di Tiro, nelle quali si trovano un ospedale, uffici delle Nazioni Unite, un’università e una moschea.
Le giustificazioni di Israele per i nuovi bombardamenti in Libano
Il governo israeliano sostiene di aver colpito, in entrambi i casi, obiettivi di Hezbollah, il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran e attivo anche in Libano. Si tratta di una giustificazione usata piuttosto spesso dall’IDF, anche nei casi in cui le bombe uccidono cittadini comuni, come in quest’occasione. Gli attacchi stanno continuando ininterrottamente, soprattutto nel sud del Paese, nonostante il cessate il fuoco negoziato da Israele e dal governo libanese, prolungato una settimana fa. Le trattative per un accordo di pace riprenderanno il 2 e il 3 giugno, ma gli ultimi eventi scuotono un equilibrio già precario.
Nonostante i tentativi di mediazione da parte dell’amministrazione Trump, il conflitto tra il governo di Benjamin Netanyahu ed Hezbollah va avanti ormai da due mesi. L”organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista non ha partecipato ai negoziati per il cessate il fuoco, e ha più volte ribadito di non ritenerlo vincolante, continuando ad attaccare l’esercito israeliano. Secondo i dati riportati dal ministero della Salute libanese, dall’inizio della guerra hanno perso la vita più di tremila persone.
Federica Checchia





