L’epidemia di Ebola ha iniziato a colpire il Congo e l’Uganda presumibilmente, come riporta l’ISS, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile di quest’anno. Tra le vittime, la cui causa del decesso è a ricondurre al virus Bundibugyo, figurano anche tre volontari della Croce Rossa. Questi ultimi erano attivi sul territorio della Repubblica Democratica del Congo che, come ha dichiarato sabato l’organizzazione, era proprio l’epicentro dell’epidemia.
Tra le possibili vittime di Ebola tre volontari della Croce Rossa attivi in Congo
È stata la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) a spiegare quanto accaduto con un comunicato. I volontari Sezabo Katanabo, Ajiko Chandiru Viviane e Alikana Udumusi Augustin dovrebbero aver contratto l’Ebola all’inizio dell’epidemia. Più precisamente, specifica l’organizzazione, occupandosi delle salme durante una missione non legata al virus. Il comunicato sottolinea: «Al momento dell’intervento, la comunità non era a conoscenza del focolaio di malattia da virus Ebola e l’epidemia non era ancora stata identificata». «Questi volontari hanno perso la vita mentre servivano le loro comunità con coraggio e umanità», si legge ancora. Pare, inoltre, che i volontari di cui sopra, siano state le prime vittime dell’epidemia.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’OMS, ha affermato che i volontari, «nel compimento del loro dovere» hanno dovuto pagare «il prezzo più alto». Come accennato all’inizio, il ritardo diagnostico tra l’effettiva diffusione e l’individuazione del virus, ha influito negativamente sul numero di vittime e sulle misure anti-contagio. Difatti, è proprio «l’identificazione precoce dei casi e cure tempestive» sono indispensabile per salvare vite e mantenere sotto controllo l’epidemia. Ghebreyesus ha poi scritto su X: «Anche sepolture sicure e dignitose sono essenziali per interrompere la trasmissione dell’Ebola».
Il 23 maggio 2026, secondo l’ISS, i casi sospetti sono 746, di cui 85 confermati in laboratorio. I decessi registrati, invece, aumentano a 176. Anche la vicina Uganda ha registrato sabato altri tre casi confermati di Ebola. Il numero di persone positive, quindi, sale a cinque. Pertanto, riporta l’AGI, l’Uganda ha sospeso tutti i trasporti pubblici verso il Congo a causa dei casi confermati. Il ministero della Salute di Kampala ha affermato: «Il ministero continua a rafforzare la sorveglianza, la gestione dei casi, il tracciamento dei contatti e le campagne di sensibilizzazione pubblica per contenere l’epidemia e proteggere la salute e la sicurezza di tutti gli ugandesi».
Stefania Cirillo





