Cinema

“A spasso con Daisy”, un Oscar ad un film ruffiano sul razzismo in America

Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Dopo essere stati a Cannes e a Venezia prendiamo il nostro aereo ed andiamo in America per parlare di un film che ha trionfato agli Oscar del 1990. Una pellicola che ha diviso la critica per la sua visione edulcorata del razzismo. Vogliamo parlarvi di A spasso con Daisy

A spasso con Daisy, un racconto insolito

Basato sull’opera teatrale di Alfred Uhry, “A spasso con Daisy” è una pellicola che sin da subito ha conquista il pubblico per il suo essere un racconto insolito. Pur privo di scene dure e violente ma arricchito da toni di una commedia divertente segnata da storiche battute, questo film riesce a mostrare le contraddizioni di una società come quella americana indifferente e ipocrita.

Attraverso la storia dell’ironica e anziana Daisy e del suo autista Hoke si rivela pian piano la morale del film. Ossia quella che il razzismo è anche fomentato da quanto ognuno di noi ha nel cuore. Non basta semplicemente condannarlo a parole quanto invece sono importanti le azioni che possono cambiare le cose. Un messaggio arrivato grazie anche alle straordinarie interpretazioni di Jessica Tandy, vincitrice di un Oscar come migliore attrice protagonista per il ruolo di Daisy, e di Morgan Freeman.

Il trailer di A spasso con Daisy

Una visione ruffiana del razzismo

“A spasso con Daisy” conquistò nel 1990 4 Oscar tra cui quello a miglior film dividendo parte della critica che avrebbe preferito la vittoria di altri 2 film cult in nomination quell’anno comeNato il 4 luglio” e “L’attimo fuggente”. Il film di Bruce Beresford non aveva convinto tutti con la sua regia vista da alcuni semplicemente accademica e per una visione del razzismo giudicata dai detrattori troppo ruffiana ed edulcorata.

Gravi furono inoltre le critiche della comunità nera che riteneva questo film reazionario e subdolamente suprematista. Questo perchè, a loro dire, il cambiamento raccontato in questa pellicola avveniva per un cambiamento di opinioni dell’uomo bianco che resta colpito dalla disciplina dell’uomo di colore e dal suo spirito di sopportazione.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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