Cosa sappiamo della possibilità di accordo tra Putin e Zelensky, dopo l’incontro tra quest’ultimo e Trump.

Potrebbe avvenire entro la fine di agosto il primo incontro diretto tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin dall’inizio della guerra. L’annuncio è arrivato dopo i colloqui notturni alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha ricevuto il presidente ucraino insieme a sette leader europei per discutere i contorni di un possibile accordo di pace.

Un bilaterale (e forse un trilaterale) entro agosto

Ho chiamato Putin e ho iniziato a organizzare un incontro, in un luogo ancora da definire, con il presidente Zelensky. Dopo questo ci potrà essere un trilaterale con me e i due presidenti.

ha dichiarato Trump al termine della giornata. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron, l’appuntamento potrebbe tenersi entro due o tre settimane.

Putin, Zelensky, Trump e le garanzie di sicurezza per Kiev

Il cuore dei colloqui è stato il tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Trump, per la prima volta, ha ventilato l’ipotesi di un impegno diretto degli Stati Uniti, compreso il dispiegamento di forze di pace americane.

L’Europa è la prima linea di difesa, ma noi aiuteremo, saremo coinvolti

ha detto.

Zelensky ha sottolineato la centralità della questione:

La sicurezza in Ucraina dipende dagli Stati Uniti e dai leader europei che ci sostengono.

Sul tavolo anche la proposta della premier italiana Giorgia Meloni: garanzie collettive da parte dei Paesi Nato, pur senza un ingresso formale di Kiev nell’Alleanza.

Se Putin ha dato segnali di apertura sulle garanzie di sicurezza, Mosca ha posto un limite chiaro: nessun dispiegamento di truppe Nato in territorio ucraino. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha avvertito che una simile ipotesi

porterebbe a un’escalation incontrollabile con conseguenze imprevedibili.

Lo scambio di territori: la questione più delicata

Altro tema esplosivo è quello che Trump ha definito “scambio di territori”, legato alle attuali linee del fronte. Il piano implicherebbe concessioni territoriali da parte di Kiev, senza contropartite per Mosca. Zelensky e i leader europei insistono però sulla necessità di un cessate il fuoco preliminare, considerato il prerequisito per ogni negoziato.

Trump, che fino a poche settimane fa si era detto favorevole a una tregua immediata, ha cambiato strategia dopo il suo incontro con Putin in Alaska. Ora punta a un accordo di pace diretto:

Se non avremo un incontro, i combattimenti continueranno. Ma se lo avremo, credo ci sia una buona possibilità di porre fine al conflitto.

ha spiegato il presidente Usa.

L’Europa al tavolo, i prossimi passi

Accanto a Macron e Meloni, a Washington erano presenti anche Keir Starmer, Friederich Merz, Ursula von der Leyen, Alexander Stubb e Mark Rutte. Tutti hanno ribadito la necessità che l’Europa resti parte integrante del negoziato.

Resta ora da stabilire la sede e la forma dell’incontro. Zelensky ha già confermato la propria disponibilità a un faccia a faccia con Putin, un’ipotesi che fino a oggi Mosca aveva sempre respinto. Se il bilaterale – o il trilaterale con Trump – dovesse concretizzarsi, sarebbe il passaggio più significativo verso un potenziale cessate il fuoco dall’inizio della guerra.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine