Lutto nel mondo dello sport e della stampa: il giornalista e telecronista sportivo Rino Tommasi è scomparso a novant’anni. Nato a Verona il 23 febbraio 1934, ha esordito giovanissimo, pubblicando a soli tredici anni il suo primo articolo, sull’edizione marchigiana de Il Messaggero. Nel corso della sua carriera, ha collaborato con numerose testate, da Tuttosport a La Repubblica, ed è stato a lungo una delle firme di punta de La Gazzetta dello Sport. All’inizio degli anni settanta, inoltre, ha fondato il mensile specializzato Tennis Club.

Nel 1981, è stato il primo direttore dei servizi sportivi di Canale 5, ricoprendo in seguito lo stesso ruolo a Tele+. Per la sua attività, ha ottenuto numerosi riconoscimento, tra i quali più di un Jack, premio assegnato dall’ATP in onore di Jack Kramer.

Rino Tommasi: la passione per lo sport a 360°

Rino Tommasi
Rino Tommasi e Gianni Clerici

In veste di direttore, ha allargato gli orizzonti anche sugli sport americani, facendo conoscere anche in Italia il SuperBowl e la NBA. Le sue grandi passioni, però, sono sempre state il tennis e la boxe. Parallelamente all’attività giornalistica, è stato promoter d’incontri al Palazzo dello Sport di Roma, contribuendo al successo di diversi pugili. È diventato così il primo vero impresario nel nostro Paese, nonché il più giovane al mondo. Ha seguito ben tredici edizioni dei Giochi Olimpici (a Londra, nel 2012, fu premiato come uno dei giornalisti più presenti della storia).

Celebre nel mondo del tennis per le sue telecronache, spesso in coppia con Gianni Clerici, ha coniato diverse espressioni ormai divenute iconiche, da «Circoletto Rosso» a «Sul mio personalissimo cartellino». Era solito chiamare l’amico e collega Dottor Divago, per la sua tendenza ai giri di parole; di rimando, Clerici ha sempre sottolineato la sua conoscenza maniacale di record e statistiche, appellandolo affettuosamente ComputeRino.

Federica Checchia

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